Politica
DENTRO IL PD •
"Liberiamoci dal sionismo e dal capitalismo". Il comizio di un giovane democratico
Alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, Marco Rocco De Luca, dirigente dei Gd, rivendica la tradizione comunista, denuncia la "retorica sionista" e rispolvera il linguaggio dei vecchi tempi. A gennaio in Consiglio comunale a Cesena, dove è consigliere, è stato anche l'unico dem a non votare contro la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. Altro che Virginia Libero

(Foto Ansa)
“Noi siamo i figli, noi siamo i nipoti della storia del comunismo italiano. Nel concreto dobbiamo liberarci dal giogo imperialista di Trump e degli Stati Uniti. Dall’oppressiva retorica sionista, dalla tentazione di cedere alle sirene del capitalismo, del capitale, del liberismo”. Alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia Marco Rocco De Luca, consigliere comunale del Pd a Cesena nonché responsabile nazionale cultura politica, fondazioni, memorie e antifascismo dei Gd nazionali recupera espressioni e retorica da un lontano passato. E ricorda a tutti come sia la giovanile del partito di Schlein in questo momento il centro propulsore delle tendenze più estremiste del partito. A gennaio, da consigliere comunale, a Cesena De Luca è stato anche l'unico del gruppo consiliare del Pd a non votare contro la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese.
Alla festa dell'Unità, invece, discorso da vecchio comunista, o forse da vecchio e basta. “Salpare finalmente con coraggio verso nuovi orizzonti di liberazione, di un futuro internazionalista, di pace multipolare e di felicità dove tutti potremmo elevarci materialmente”. Invita poi ad assumere “la postura di una critica teorica e di una lotta vera a questo capitalismo” per evitare di diventare “l’ennesimo pallido, palliativo giustificatore della prepotenza, dell’ingiustizia e dolore che i potenti in questo mondo infliggono, impuniti, su larga parte della civiltà.”
L'intervento della segretaria del Gd Virginia Libero - "contro la vostra guerra organizzeremo i disertori" - per quanto agghiacciante aveva almeno un linguaggio e dei toni contemporanei. De Luca sembra invece uscito da un’altra epoca. Entrambi comunque sono stati abbondantemente applauditi dalle platee dei militanti dem.