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CONFINI EUROPEI •
"Ceuta non è Spagna, né Europa". La rabbia degli spagnoli contro Ilaria Salis
L’eurodeputata di Avs definisce l’enclave spagnola in Africa un "residuo del colonialismo europeo", contraddicendo le parole di von der Leyen sulle frontiere dell’Unione. La replica di Zarzalejos a Strasburgo e la condanna dei popolari spagnoli

(Foto Ansa)
“Ceuta non è Spagna, Ceuta non è Europa”. Ilaria Salis ha aperto così il suo intervento a Strasburgo durante una discussione sulla necessità di una risposta coordinata degli stati membri per proteggere le frontiere esterne dell’Ue. Per l’eurodeputata il problema non si porrebbe nemmeno dato che l'enclave spagnola “geograficamente è Africa e storicamente è residuo del colonialismo europeo”.
Anche la triste storia di chi è morto nel tentativo di raggiungere Ceuta per Ilaria Salis avrebbe a che fare con "l’infamia della geopolitica e lo spirito coloniale che ancora pervade l’Europa", quindi l’Europa non avrebbe alcun diritto di “limitare la libertà di movimento persino nel continente africano”.
In totale contraddizione insomma con quanto il giorno prima aveva ribadito Ursula von der Leyen che ha definito tutte le frontiere esterne “frontiere europee” chiudendo con "Ceuta è Spagna, Ceuta è Europa”.
Le prima reazione alle parole di Ilaria Salis è arrivata da Javier Zarzalejos, eurodeputato spagnolo del Ppe, che ha condannato le sue affermazioni raccogliendo gli applausi dell’aula. Su X è poi intervenuto un altro eurodeputato spagnolo, Adrian Vazquex Lazara, vicepresidente della commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo, ricordando le accuse che pesano su Ilaria Salis e rifiutando il suo tentativo di riscrivere la storia spagnola.
È arrivata infine la nota ufficiale dei popolari spagnoli: “Difendere la sua integrità territoriale significa difendere l’intera Unione europea. Non possiamo tollerare ingressi illegali di massa né permettere che la migrazione venga utilizzata come arma contro i nostri Stati membri. Ora basta! Le frontiere esterne dell’Europa devono essere protette!”.