Le “purghe” di Tajani. Avvisa la minoranza di FI (e Marina B). E si blinda con le tessere

Il segretario insiste sui congressi-ratiifca (il prossimo nel Lazio). Mentre critica apertamente i "dissidenti" che criticano sui giornali. Incognita sull'incontro con i figli del Cav.

15 SET 26
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Cita Fulvio Martusciello in qualità di modello di leadership e nume tutelare, attacca chi “va sui giornali a fare dichiarazioni polemiche. Così non si vince”. Soprattutto, sbianchetta con un colpo di penna le critiche alla stagione congressuale perché “se siamo a favore della meritocrazia nel paese dobbiamo esserlo anche all’interno del partito”. Nelle mire del discorso che Antonio Tajani ha tenuto al termine di Azzurra libertà, la convention dei giovani di Forza Italia a Montesilvano, c’era senz’altro la famiglia Berlusconi, ché “non credo in un partito con una classe dirigente imposta dall’alto”. Soprattutto, però, c’era un avvertimento, un monito, nei confronti delle prime voci “dissidenti” che si sono iniziate a levare tra gli azzurri. Non è un caso il riferimento alle “dichiarazioni sui giornali” perché Tajani voleva colpire soprattutto il ministro Paolo Zangrillo, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, rei di aver denunciato una crescente insofferenza rilasciando interviste al Foglio.
Anche per questo a coloro che lo avevano accusato di star trasformando Forza Italia nel partito delle tessere il vicepremier ha ricordato: “Il tesseramento è un gran segno di appartenenza. Segnala una gran voglia di vincere”. Ha meditato a lungo, Tajani, su quale fosse l’occasione giusta per “dare un segnale”. Lo ha fatto al termine di un’estate caldissima per Forza Italia. Dove si sono accumulati i fronti di discussione interna. I congressi sono andati avanti con soluzioni ratifica, si è appena celebrato quello in Campania che ha incoronato Martusciello e a dire di un gruppo di parlamentari della regione si protrarrà con contenziosi in tribunale. Il senso del discorso, insomma, da più parti viene letto come un: “non vuole cambiare niente”. Di certo c’è che nelle intenzioni di Tajani la stagione dei congressi regionali dovrebbe proseguire. E infatti i prossimi 26 e 27 settembre si terrà il congresso regionale nel Lazio. Anche in quel caso sarà una formalità l’elezione a segretario del coordinatore regionale uscente, il senatore Claudio Fazzone. Ciociaro come il ministro degli Esteri. Qualche giorno prima, il 19 settembre, dopo la reggenza del ministro Casellati, Forza Italia Basilicata andrà ufficialmente nelle mani del presidente della regione Vito Bardi. E’ un lento e progressivo consolidamento della geografia tajanea, con il segretario che vuole arrivare al prossimo congresso (dovrebbe tenersi dopo le elezioni politiche) avendo praticamente solo fedelissimi nelle varie regioni. E in Piemonte? Lì coordinatore è proprio il ministro Zangrillo. E forse anche per le critiche estive la partita è rimasta congelata, pure per volontà del presidente Alberto Cirio, oramai sempre più vicino alle posizioni della segreteria nazionale. Tanto che si era detto che si sarebbe potuto tenere a settembre ma con ogni probabilità sliterrà almeno a ottobre, se non addirittura dopo. Sempre a Montesilvano, a tal proposito, Tajani è tornato sulla campagna per la sburocratizzazione il cui annuncio senza coinvolgimento aveva dato molto fastidio al ministro della Pa (piano che è rimasto lettera morta), aggiungendo che “il lavoro di Zangrillo e Casellati è stato lodevole, ma bisogna fare di più”.
C’è poi un ulteriore passaggio “d’attrito” del discorso di Tajani letto dagli azzurri come un’altra sfida nei confronti della famiglia Berlusconi. “Fare il deputato non deve diventare l’obiettivo di chi fa politica”, ha detto il segretario in Abruzzo. E ad alcuni è sembrato un riferimento diretto alla candidatura di Fabio Roscioli, storico avvocato della famiglia Berlusconi e tesoriere di FI, alle suppletive in Calabria. Scelta operata dal presidente di regione Roberto Occhiuto, considerato il vero tramite con la Real Casa all’interno del mondo forzista. Così come il fatto che la stessa Marina Berlusconi sia stata citata solo una volta, verso la fine della prolusione (a proposito, continua a essere rinviato il confronto tra i due che avrebbe dovuto esserci alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva). Quasi che il risultato del prossimo 27 e 28 settembre a Reggio Calabria, messo a repentaglio dalla candidatura dell’ex capogruppo di Forza Italia Domenico Giannetta nelle file di Vannacci, possa essere un modo per sconfessare anche la linea di certi oppositori interni, qualora quell’elezione dovesse andare male.