Politica
Gd contro Gioventù nazionale •
Il presidente dei giovani meloniani replica a Virginia Libero: "Ai disertori preferiamo una generazione che non scappa"
La segretaria dei Giovani democratici aveva detto: "Se queste destre ci porteranno a un verto conflitto alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i disertori”. Per Fabio Roscani, presidente di Gioventù nazionale: "Sull'Ucraina il Pd prova a fare l'equilibrista, noi siamo con Kyiv senza se e senza ma"

Il Pd vuole il disarmo. Organizzerà i disertori. Almeno così ha detto Virginia Libero, segretaria dei Giovani democratici. "A una generazione di disertori, noi preferiamo una generazione che non scappa", ribatte Fabio Roscani, presidente di Gioventù nazionale, l'analoga organizzazione tra le file di Fratelli d'Italia. "Noi sappiamo bene da che parte stare. Siamo dalla parte dell'Italia e di chi resiste". Dunque anche dell'Ucraina? "Certo. A meno di un mese dall'invasione russa nel 2022 siamo andati nei luoghi di guerra a portare aiuti e beni raccolti nel nostro Paese. Continuiamo a sostenere Kyiv. E continuiamo a rivendicare questo sostegno".
Sono ben altri toni, rispetto a quanto si leva in questi giorni dalle sconclusionate sponde del campo largo. "Il Pd prova a fare l'equilibrista", spiega al Foglio il giovane deputato meloniano. "Dice di voler sostenere l'Ucraina, di condannare Putin e allo stesso tempo contesta le spese militari per la difesa: questo tipo di ambiguità non fa bene al dibattito. La nostra capacità di difesa è la nostra capacità di difendere la nostra stessa libertà. Fare finta di non capirlo serve soltanto ad avere uno slogan da usare in campagna elettorale".
Gioventù nazionale si riunirà in questi giorni per Fenix, il raduno annuale dell'organizzazione che si terrà dal 16 al 20 settembre a Roma. "Sarà anche l'occasione per ribadire come vogliamo porci dinanzi al futuro che ci aspetta", continua Roscani. "Non parlo soltanto di amare la propria patria e difenderla da un'aggressione che ci auguriamo non avvenga mai: una generazione che non scappa è innanzitutto una generazione che mette sempre il proprio impegno per migliorare la nostra nazione, che è disposta a rinunciare a qualcosa di sé per il bene dell'Italia, che è capace di stringersi insieme e sentirsi comunità. Capisco che a sinistra questo possa essere incomprensibile, ma non possiamo indugiare". Ma nemmeno essere costretti a scegliere tra la scivolosa riscossa dei nazionalismi e il rifiuto ideologico della realtà che ci circonda. I giovani meloniani quantomeno parlano chiaro. Quelli del Pd, pur di non scuotere una già fragile alleanza, fanno ciò che serve per tenersi in equilibrio: restano fermi. Che in un mondo che si muove fin troppo veloce, equivale a chiamarsi fuori dalla competizione.