Primarie, alleati, leader: a ogni domanda Schlein risponde che “prima viene il programma”

Dalle parole della segretaria del Pd si ha il fondato sospetto che se le avessero chiesto l’ora, o se preferisse il mare o la montagna, la risposta sarebbe uscita identica. Probabilmente il programma comparirà una mattina per partenogenesi. Nato da sé, senza padri e quindi senza dissidenti. Il caso del Bacillus rossius

12 SET 26
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Foto Ansa

Giovedì sera, sul tardi, alla festa dell’Unità di Reggio Emilia, i cronisti si sono avvicinati a Elly Schlein e le hanno chiesto se si debbano fare le primarie. “Prima il programma”, ha risposto la segretaria. Poi le hanno chiesto se Matteo Renzi faccia parte della coalizione di centrosinistra, e se ci sia anche Alessandro Onorato. Ed ella, cioè Elly: “Prima il programma”. Si ha il fondato sospetto che se le avessero chiesto l’ora, o se preferisse il mare o la montagna, la risposta sarebbe uscita identica. “Prima il programma”. Ma il ragionamento della segretaria è comunque ineccepibile, come spesso le accade: le primarie verranno dopo il programma. Il programma lo scriveranno quelli della coalizione. E chi sia della coalizione lo stabilirà il programma.
Bisogna ammettere che si potrebbe restare a guardarlo per ore, questo congegno elaborato dal Nazareno, un po’ come capita con quei giocattoli che a ogni giro riportano la pallina dov’era. Ne discende tuttavia, con qualche conseguenza pratica, che anche il leader andrà scelto sulla base di criteri nuovi. Non avendo scritto il programma, non potendolo aver ispirato, non essendo autorizzato a modificarlo, al candidato premier non resterà che dimostrare di saperlo leggere ad alta voce. Si valuteranno dunque la postura, la tenuta del fiato nelle subordinate, l’eleganza con cui si affronta il capitolo sull’Ucraina senza che il pubblico se ne avveda. Nel campo largo, senza dubbio, hanno pensato a tutto. Resta un dettaglio, certo, e cioè che il programma, per scriversi, avrebbe bisogno della coalizione, la quale però esiste – come spiega Schlein – soltanto dopo il programma. Difficoltà seria, alla quale la natura offre però un precedente rassicurante. Esistono infatti specie animali che si riproducono per partenogenesi, senza accoppiamento, con notevole risparmio di trattative. Il programma del campo largo comparirà dunque una mattina. Nato da sé, senza padri e quindi senza dissidenti. Si vede che Schlein ha studiato biologia.
Del resto fanno così gli afidi, certe api, alcune lucertole del Caucaso, e soprattutto un animale che abita da sempre le coste italiane, il Bacillus rossius, che i manuali chiamano “insetto stecco”. Ecco. L’insetto stecco possiede anche un’ulteriore qualità che spiega perché la specie sia arrivata intatta fino a noi. Leggiamo dal libro Souvenirs entomologiques di Jean-Henri Fabre: “Egli passa l’esistenza aggrappato a un ramo, immobile, in tutto simile al ramo, e quando il predatore si avvicina non fugge, oscilla appena, come se passasse un filo di vento. Se viene sfiorato si lascia cadere e finge di essere morto”. Ricorda qualcuno?