Lo Zaccagnini di Vannacci. Parla Giannetta, il candidato di Fn in Calabria: “Il femminicidio esiste, e l’aborto è una facoltà. Votavo Dc”

“L'Ucraina? Non la abbandonerei, diverso è il riarmo. Il generale è un uomo tutto di un pezzo e spero di portare un pezzo di elettorato nuovo. A Reggio Calabria ci stanno vedendo arrivare”. Non è la Sassonia, ma Alternative für bergamotto

12 SET 26
Ultimo aggiornamento: 07:45
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Foto ANSA

Ma quale Sassonia! Sapete perché Vannacci può fare un grande risultato, a Reggio Calabria, alle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre? Perché la destra di Vannacci qui somiglia alla destra di Meloni. Il candidato si chiama Domenico Giannetta, ex capogruppo di FI in regione, e ascoltate come risponde al Foglio. Giannetta, lei nega il femminicidio? “Il femminicidio è un reato. Esiste. E’ una piaga. Un omicidio è un omicidio e non cambia con la tipologia”. Vuole forse separare le classi per disabili? “Sono un medico e non escluderei i disabili in classe ma offrirei ancora più attenzione”. E gli omosessuali? “Esistono due sessi biologici, ma l’orientamento sessuale è una scelta personale”. I migranti li deporterà? “Se vengono fermati senza permesso di soggiorno, vanno rimpatriati”. Prima di fare politica con Berlusconi, cosa votava? “La Dc”.
Nella Dc il medico era Zaccagnini. Le piaceva? “Una grande figura, così come Misasi”. E’ chiaro perché può vincere il medico del generale, il suo Zac.?Manca solo che dica: “Non mi votate”. Meloni pensa davvero di battere Vannacci a Reggio Calabria con un candidato come Fabio Roscioli, un galantuomo, sia chiaro, che si presenta come “straniero”, e che fugge dai confronti televisivi? Roscioli è il tesoriere di Forza Italia che Tajani ha deciso di candidare alle suppletive, al posto di Ciccio Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria. Anche Tajani aveva delle perplessità, ma Roscioli è una figura cara a Marina Berlusconi, e si sa già che avrà il compito di stilare le liste elettorali per conto della famiglia. Roscioli non è calabrese, e non lo nasconde, è “un paracadutato”, ma si può dire, come ha sinceramente ammesso Roscioli: “Sono il candidato di Cannizzaro e Occhiuto. L’aiuto chiestomi è a tempo”? Quando i dirigenti di partito di FdI e Lega hanno sentito la frase si sono chiesti: “E noi, allora, perché dovremmo votarti?”. Se Giannetta viene eletto, si libera un posto in consiglio regionale. Secondo voi, i primi non eletti di Forza Italia, tifano Roscioli o Giannetta? La sinistra ha un candidato, un altro medico, Frank Benedetto, che può approfittare della spaccatura a destra. Al governo temono: se Vannacci e Giannetta non vincono, possono però fare perdere.
L’idea di Giannetta è di Domenico Furgiuele, il Ferragamo che ama Mussolini, e che copre la destra più estrema. Ignazio La Russa, che si è dato l’incarico di segretario aggiunto di FdI, presidente del Senato e premier ombra, avrebbe chiesto a Giuseppe Scopelliti, ex presidente della regione, di aiutare Roscioli, di fare campagna elettorale a suo favore. Ed è un altro formidabile cortocircuito. Scopelliti era il ragazzo di bottega di quel Ciccio Franco, il senatore dell’ Msi del “Boia chi molla”, dei moti di Reggio, dell’insurrezione, insomma, della sovranità reggina. Vedere Scopelliti sostenere un candidato di FI che la Calabria non la conosce provoca lo smarrimento della città. Si aggiunge un episodio singolare. Nel 2020, Cannizzaro, per ostacolare la candidatura a sindaco di Antonio Minicuci, della Lega, ebbe a definirlo “straniero”. Peccato che Minicuci sia nato a Melito di Porto Salvo, a trenta chilometri da Reggio Calabria. Chi è più straniero? Minicuci o Roscioli, che è romano? Giannetta è sempre stato berlusconiano, amico della scomparsa Jole Santelli, ex presidente della regione, e ha perfino rinunciato al seggio in Parlamento per tornare a fare il consigliere. Ha iniziato a far politica da consigliere provinciale, metropolitano, fino a ricoprire il ruolo di capogruppo in regione, vent’anni in Forza, e ora l’uscita. Perché? Lo racconta Giannetta: “Perché in Calabria Forza Italia è ormai gestita in maniera familistica e privatistica”. Dicono che lei sia un traditore. Cosa risponde? “Ho lasciato un ruolo importante, già una volta, e ora la seconda. Potevo benissimo restare capogruppo”. Lei è un moderato? “Sono di destra e moderato e spero di portare a Vannacci i voti della destra e dei moderati”. Era un grande amico di Occhiuto? “Un amico fraterno. Lo sono stato e mi dispiace sentire le sue parole contro di me. Non è solito usare quelle parole. E’ il segno che ha perso la calma. La libertà è anche la libertà di scegliere percorsi diversi senza per questo essere aggredito con quel linguaggio. Io non parlerò male di loro”. E di Roscioli? “Rifiuta i confronti televisivi. E’senza dubbio una persona perbene. Ma la questione è di metodo. La sua sarebbe quasi un’intestazione fittizia di seggio. Non c’entra con il territorio”.
E lei che c’entra con Vannacci? Lei abbandonerebbe l’Ucraina? “Non la abbandonerei, diverso è il riarmo. Vannacci è un uomo tutto di un pezzo e spero di portare un pezzo di elettorato nuovo. Schlein diceva ‘non ci hanno visto arrivare’, ma a Reggio Calabria ci stanno vedendo arrivare”. L’aborto? “Il tema è tutelare la vita dal concepimento. FN propone politiche di prevenzione dell’aborto a sostegno delle donne. Il tema è la consapevolezza, non la facoltà che resta interamente riconosciuta”. Pensa sul serio di vincere? “Posso vincere”. Vuole l’alleanza con Meloni, alle politiche? “La vorrei perché alla fine siamo sempre lo stesso popolo di centrodestra”. Non è la Sassonia. La Calabria è la prima intuizione tattica di Vannacci. Da una parte c’è lo ius Calabria e dall’altra il seggio come Cpr. Non è la Sassonia, ma Alternative für bergamotto.