Voto vicino, Bologna inquieta: Matteo Lepore si attacca al tram

Il sindaco ha presentato la vettura (made in Spagna) che collegherà centro e periferia della città. La tranvia dovrebbe entrare in funzione nella primavera-estate del 2027, sul filo delle amministrative. Il tempismo sarà determinante. Piero Ignazi: "Se non sarà operativo per quella data prevarrà lo scontento"

11 SET 26
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Con un titolo dal sen fuggito Repubblica Bologna ieri ha fatto sapere che “Lepore si aggrappa al tram”. In concreto vuol dire che dopo 1.200 giorni di cantieri e lavori il sindaco petroniano, Matteo Lepore, ha presentato alla stampa il primo tram che circolerà in città “per collegare centro e periferia”. Il veicolo, che purtroppo non è made in Italy ma arriva dalla Spagna visto che i baschi della Caf si sono assicurati la gara, è stato dunque il protagonista di una giornata speciale per l’amministrazione in carica.
Lucio Dalla sullo sfondo, Lepore ha definito la presentazione “un atto di amore per la città”. Ha garantito che nei primi mesi il servizio sarà addirittura gratuito e ha annunciato che saranno i bambini di Bologna a battezzare i 60 mezzi previsti. “Abbiamo bisogno che i bambini conoscano per nome i tram di questa città, perché quando saranno adulti potranno dire di aver contribuito a cambiarla per sempre”. Il tram taumaturgo, secondo il sindaco, cambierà anche l’economia della città perché farà rinascere commercio e artigianato. Visto che il famoso diavolo si annida nei dettagli varrà la pena chiedersi anche quando entrerà in funzione: nella primavera-estate del 2027, è stata la risposta. Ma in primavera, per l’appunto, dovrebbero aprirsi le urne per rinnovare il sindaco. E di conseguenza in città ci si è chiesti se il servizio sarà operativo prima o dopo le elezioni nelle quali Lepore si presenta per il bis. Il professor Piero Ignazi, mulinista assai vicino alla sinistra-sinistra del Pd, si è subito mostrato scettico. “Se non sarà operativo per quella data prevarrà lo scontento perché è stata un’opera che ha sconvolto la vita della gente”. Per sapere se il budino è buono bisogna assaggiarlo, dice Ignazi, e quindi occorrerà vedere se i bolognesi faranno in tempo ad amare o meno il loro nuovo tram spagnolo. E di conseguenza voteranno o no per l’amministrazione in carica. Perché il legame tram-elezioni sembra indissolubile. “Penso che il sindaco avrebbe dovuto avere più attenzione ai disagi causati – spiega Ignazi – Il tram è diventato il simbolo di questo mandato e rende del tutto irrilevanti tutte le altre cose”. Il lascia o raddoppia in salsa bolognese fotografa una stagione difficile per Lepore, che dopo le ripetute polemiche sulla sicurezza con il ministro Piantedosi e dopo la probabile discesa in campo dell’eurodeputata Elisabetta Gualmini, per far scopa è costretto ad attaccarsi al tram.