Emma Bonino e la forza di saper dividere

Impossibile descrivere la leader radicale come una figura che metteva tutti d'accordo. La sua forza era esattamente l'opposto. Tra le sue battaglie non solo aborto e divorzio, ma anche la difesa di Israele e l'europeismo sopra ogni cosa. Con l'uso sapiente della politica nelle sue mille sfumature

11 SET 26
Ultimo aggiornamento: 13:52
Bisogna provare a fare uno sforzo quando si ricorda Emma Bonino. Non la si può descrivere come una leder ecumenica che metteva tutti d'accordo. La forza di Emma Bonino è stata quella di sapere dividere, di saper provocare, di sapere anche fare arrabbiare molto coloro che non avevano le sue stesse idee, ma con la forza di chi mette il proprio corpo e la propria vita a servizio delle proprie. E anche alcune volte di aiutare chi ha un pensiero diverso a rafforzarlo, perché può confrontarsi con chi ha delle idee diverse e le espone in un modo chiaro, limpido, provocatorio e dirompente. 
Di Emma Bonino stiamo tutti ricordando le sue battaglie per i diritti, il divorzio, l'aborto fino al tema del fine vita. Ma ci sono altri diritti che andrebbero messi in rilievo: per esempio i diritti che lei mise in campo dopo l'11 settembre.
Oggi è 11 settembre e venticinque anni fa, dopo l'attacco alle Torri gemelle Emma Bonino cominciò molto più di molti altri suoi colleghi a comprendere fino in fondo la minaccia dell'islamismo radicale. Su questo tema è stata molto divisiva e ha diviso anche coloro che l'hanno seguita in altre battaglie. Allo stesso modo, in tutti questi anni, come in fondo fece anche Pannella, Emma Bonino non ha mai avuto paura di difendere l'unica democrazia del medio oriente come è Israele. 
C'è infine una battaglia fondamentale: quella dell'europeismo, che ha unito più persone di quante non ne abbia diviso con altre battaglie. Anche in questo caso Bonino ha messo la difesa dell'europeismo prima di ogni altra cosa e ha utilizzato la politica nelle sue mille sfumature per raggiungere alcuni obiettivi. D'altra parte, quando Bonino è diventata commissaria europea lo è diventata grazie all'indicazione di un governo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi.