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È morta Emma Bonino, "radicalmente libera". Il messaggio di + Europa
"Ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro paese e del mondo libero". Il ricordo della leader radicale del suo ultimo partito
11 SET 26
Ultimo aggiornamento: 08:35

Emma Bonino (foto LaPresse)
"Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro paese e del mondo libero", ha scritto + Europa nel messaggio d'addio sui profili social del partito.
"Emma fu 'scelta dalla politica radicale' quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per: per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore".
Alle 11 intanto il Senato, impegnato nella discussione sulla legge elettorale, dedicherà a Bonino un "momento di ricordo", come annunciato dalla vicepresidente Licia Ronzulli in apertura di seduta, sospendendo poi i lavori per un minuto "in segno rispetto".