Mimmo Lucano vota Ranucci. Ma avvisa: “La politica ha un prezzo”

L'europarlamentare di Avs: "Che guevara diceva che la verità è rivoluzionaria e Ranucci smaschera il potere. Per questo paga. Candidato? E' una scelta delicata"
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Onorevole Sigfrido Ranucci? Chissà. Forse molto di più. Parlando dell’ormai ex conduttore di “Report”, il compagno Mimmo Lucano ci porta a Cuba. “Ernesto Che Guevara diceva che la verità è rivoluzionaria”. Lo è anche Ranucci? “A lui riconosco una grande coerenza sul piano dell’informazione nel perseguire la verità, nello smascherare i sistemi di potere nazionali e internazionali. Per me, in questi anni, è stato questo il suo ruolo e quello della sua trasmissione”, risponde il sindaco di Riace, l’europarlamentare in quota Avs. Parla al Foglio nel giorno in cui Ranucci, che è suo amico, è il grande ospite della kermesse di Fratoianni e Bonelli. Mentre si rincorrono suggestioni e mezze smentite, sondaggi lusinghieri che certificano il gradimento del giornalista del momento. Due giorni fa ha partecipato anche alla festa della sinistra romana, alla Garbatella. Porta in giro il suo libro, s’è fatto simbolo a sinistra: un curriculum da candidato? “Ma il salto in politica è una questione molto delicata”, mette in guardia Lucano. Dai nemici certamente, ma anche dagli amici, e questa volta non si tratta solo delle vongole di Lavitola. “La politica ingloba tutto, ha un prezzo”.
A dire il vero fino a qualche settimana fa Lucano s’augurava, e lo ha detto proprio a questo giornale, che Ranucci scendesse in campo, con Avs. “Magari. Sarebbe un onore condividere certe battaglie con un uomo come lui”. Oggi sulla candidatura ci va un po’ più cauto. Ma certo su tutta la vicenda “Report” il sindaco di Riace non ha cambiato i suoi convincimenti. “Io mi sono fatto un’idea, da semplice cittadino. Mi schiero apertamente dalla parte di Ranucci, perché so com’è il sistema del potere in Italia. L’ho subìto anche io, nello stesso modo”. Secondo Lucano, “Ranucci ha toccato dei nervi scoperti e la reazione è stata questa. Il mondo dell’informazione è micidiale”. E adesso, è il ragionamento, gliela fanno pagare.
L’europarlamentare di Avs, che è allergico alle liturgie dei palazzi romani, riavvolge il nastro. “Mi ricordo quando ero un semplice militante politico della sinistra, a quei tempi c’era la controinformazione. Era un sistema che serviva alla ricerca della verità, che è una mission”. Oggi, al posto di quei giornali, degli opuscoli e dei manifesti, ecco Ranucci. Un moderno Che Guevara, che con il suo libro denuncia “Il ritorno della casta”. Ripete ancora Lucano: “La verità è rivoluzionaria, ma siamo sempre a un passo dal raggiungerla. Voglio essere chiaro”. Prego. “Non ho per nulla la presunzione della certezza”. Su Report comunque il sindaco di Riace non sembra coltivare troppi dubbi. “In tutti questi anni la trasmissione Rai è stata una spina nel fianco di poteri basati sulla corruzione, sul mantenimento di quei privilegi che riguardano sempre chi ha possibilità economiche molto grandi”. Sono battaglie che possono essere condotte ancora, con altri mezzi. Con la politica. E al netto delle smentite (di rito?) Avs in questi anni s’è caratterizzata per certe candidature a effetto, di quelle che sparigliano. Ci riproviamo un’ultima volta: Lucano candiderebbe Ranucci? “E’ successo già con alcuni magistrati, quando hanno scelto di impegnarsi con i partiti. La politica potrebbe portare a Ranucci ancora più problemi”. Ma anche molti voti, certamente quello del sindaco di Riace.