Politica
L'intervista •
Nevi (FI): "La Lega, sulle banche, mette a rischio la credibilità del governo"
Parla il portavoce di Forza Italia: "Salvini? Cerca consenso". Borghi? "Dice sempre le stesse cose. Insieme mettono a rischio la reputazione dell'esecutivo e il metodo Tajani. Ma le loro posizioni non sono condivise"
9 SET 26

Roma. Onorevole Raffaele Nevi, dopo avervi dato degli ansiosi antirussi e aver gioito per l’ascesa di AfD, adesso Matteo Salvini vi punge sul contributo degli utili delle banche. Ma che succede? “Succede che la Lega mette a rischio la credibilità del governo. Ora però basta con la propaganda a basso costo”.
Volendo citare le sue parole – imperiture – possiamo dire che Matteo Salvini è il solito “paraculetto”? “Eh – il portavoce nazionale di Forza Italia sorride, anzi ride – che posso dire…”. Lo è? “Diciamo che ognuno fa il suo”. Cioè? Cos’è che fa Salvini? “Cerca consenso”. (Visti i sondaggi...). Intanto però la credibilità del governo, dal punto di vista di FI, ne risente. “Eccome. Ne risente perché noi siamo riusciti, attraverso il metodo Tajani, a prevedere un accordo affinché il grande contributo triennale dato dalle banche e dalle assicurazioni, che ammonta a oltre 11 miliardi di euro, non venisse scaricato sui correntisti. Lei comprenderà che se noi invece di applicare il metodo di Tajani, decidessimo di perseguire la logica di un’ulteriore tassazione, andremmo incontro a uno scontro e non a un accordo. Senza considerare il danno reputazionale che queste affermazioni arrecano al governo…”. Queste affermazioni però le fa il governo. Nella persona di un vostro alleato. Giusto ieri il senatore leghista Claudio Borghi, dal palco dell’evento “A tua difesa - Verso la finanziaria”, ha detto che “quando Tajani sente parlare di tasse gli viene l’itterizia”. “Sì. Borghi queste affermazioni le fa sempre”. Quindi lui ci crede davvero, onorevole... Se non altro non è un “paraculetto”. “Sono affermazioni scontate”. Non è scontato, però, che adesso il senatore possa diventare il nuovo capogruppo della Lega a Palazzo Madama. Pare che Matteo Salvini stia tramando contro Massimiliano Romeo. Ha sentito, no? “Ecco. Questi sono fatti che non mi riguardano”. Però una tale sostituzione darebbe conto della linea di Salvini. “Quello che mi interessa, e ci interessa, è chiarire la posizione di Forza Italia che, intendiamoci, non è la difesa delle banche ma la difesa dei correntisti e delle imprese. E poi anche la difesa del governo, visto che abbiamo fatto un accordo triennale”. La Lega vi accusa di non avere coraggio e di preferire le banche ai pensionati. “No. E’ molto diverso. In una logica di scontro, le banche si rifarebbero certamente sull’aumento dei costi ai correntisti, come è sempre avvenuto in Italia. Ne deriverebbe un aumento dei costi sui conti correnti e delle erogazioni di mutui e finanziamenti ai privati. Esattamente l’opposto di quello che vogliamo”. Con il contributo aggiuntivo del 5 per cento sugli utili, che per il Carroccio potrebbe garantire tra i 2 e i 3 miliardi di euro, Salvini dice che potrebbe aiutare le famiglie. “E’ la sua posizione, legittima, che però non mi pare affatto condivisa dal governo. Occorre chiedere un contributo maggiore a chi sta facendo molti profitti? D’accordo. Però attenzione. Perché bisogna anche considerare che gli utili delle banche non sono necessariamente denaro che rimane inutilizzato. Possono essere utilizzati per rafforzare il nostro sistema bancario, per finanziare investimenti, per esempio nel settore energetico. Ma al di là di questo, il metodo Tajani ha dato i suoi frutti”. Borghi, però, ha persino detto che sulle banche è di Sánchez il metodo. Forse in tutto il mondo, anche nella Lega, non fanno che pensare a Pedro-Pedro-Pè? “Sánchez… Con il metodo Sánchez le spese verrebbero ribaltate sui cittadini. Comunque, capisco la necessità di consenso. Ma le cose che contano sono quelle che si concretizzano. Ora basta propaganda”.