Politica
Prove d'unità •
Il campo largo alle prese col successo di AfD. Maiorino (M5s): “Colpa del riarmo”. I fantasmi di Conte
Il voto in Sassonia, il pericolo nero, fa da collante alla sinistra, che oggi si ritrova sul palco di Avs a Roma. Ma nell'opposizione l'analisi del voto divide mentre torna alla mente la vicinanza del Movimento a Sahra Wagenknecht, che oggi potrebbe dare una mano ad AfD

Questa volta non ci saranno – non dovrebbero – i contestatori di Potere al Popolo, i disoccupati organizzati che hanno rovinato il primo (e finora unico) comizio programmatico. Semmai sarà la figura di Sahra Wagenknecht a rievocare certe differenze a sinistra. A due mesi dall’iniziatica di Napoli i leader del campo largo saranno di nuovo insieme sullo stesso palco, alla Festa di Avs a Roma. Il tentativo sarà quello di mettere da parte le polemiche sulle primarie, quelle sulla politica estera, per evitare nuovi contraccolpi nella costruzione del programma. La vittoria di AfD in Sassonia è benzina e collante: l’onda nera che avanza in Germania – con Vannacci e Salvini che ci mettono il cappello – il pericolo fascismo all’orizzonte, che s’avvicina anche da queste parti. Da Fratoianni a Conte, passando per il Pd, lo hanno segnalato tutte le forze di opposizione. Per dire, anche Clemente Mastella ieri ha invocato l’unità, un Cln tra moderati e progressisti, invitando i naviganti ad andare oltre il dualismo Conte-Schlein, per parlare di contenuti e proposte e ceto medio. Ma al di là dei buoni propositi, delle dichiarazioni, è sempre qui che si torna, alla rivalità e alla corsa per la leadership. Così anche sulla vittoria di AfD in Germania sono emerse sfumature diverse. E, mentre la segretaria del Pd almeno fino a ieri pomeriggio ha lasciato che fossero i suoi a esporsi (Boccia evoca Hitler e la Germania del 1933), il leader del M5s ha chiarito già domenica sera che tra le ragioni principali del successo dell’estrema destra c’è il riarmo. Ne parlava alla festa dell’Unità di Pesaro, in compagnia di Matteo Ricci. Ieri ha poi aggiunto: “In Germania ormai ci ritroviamo con una prospettiva di una superpotenza militare, con arsenali pieni di armi e una AfD che rivendica il governo del paese con la complicità di Meloni che ha sottoscritto, ha contribuito indirettamente a tutto questo sottoscrivendo un piano di riarmo europeo”.
E’ una diagnosi che trova sponde anche in alcuni esponenti dem, tra quelli che non si capisce mai del tutto se stiano fino in fondo dalla parte di Schlein. Lo fa notare pure Filippo Sensi, dalla minoranza Pd, che in sostanza dice: “Ma quale riarmo? Mi sembrano argomenti di chi non conosce quella realtà. Bisogna risponde alle paure delle persone”. Altri ancora, c’è chi lo sussurra anche dalle parti di Avs, ricordano le corrispondenze di qualche tempo fa tra il Movimento e Sahra Wagenknecht, la leader del partito rossobruno Bsw, che ricalca posizioni filorusse, è durissima sui migranti e potrebbe non ostacolare (dialogare, collaborare?) la nascita di un governo regionale Afd in Sassonia. Era stata ospite della Costituente M5s nel novembre 2024, prima ancora (cioè prima di approdare in The Left) in via di Campo Marzio era stata esplorata la possibilità di fondare proprio con Bsw un gruppo al Parlamento europeo. Mentre più di recente il partito di Wagenknecht aveva preso parte al contro vertice Nato, promosso all’Aja da Conte e i suoi un anno fa. Oggi che Bws può essere l’ago della bilancia questo passato ritorna, facendo storcere il naso nel campo largo.
Tra i corridoi del Senato Alessandra Maiorino non si sottrae e spiega che la giravolta di Wagenknecht, pronta a far saltare il cordone sanitario anti Afd, “era prevedibile”. E il M5s? Non sarà stato allora un po’ avventato nell’avvicinamento a Bws? “Bws ha semplicemente giocato in maniera astuta e spregiudicata le sue carte. Reduce dalla sconfitta alle nazionali, penso abbia affinato una nuova strategia, più spregiudicata, appunto. All’epoca questo non era all’orizzonte”, risponde la senatrice M5s, prima di consegnare al Foglio la sua analisi del voto tedesco. “Al netto delle specificità della Germania, delle regioni dell’est in particolare, c’è una lezione che i progressisti europei dovrebbero trarre”. Quale? “Non si vince inseguendo l’ultradestra sul suo stesso campo da gioco. Il peccato originale delle sinistre post 1989 è stato abbracciare il modello economico neoliberista come l’unico modello possibile, rendendosi di fatto indistinguibili dalle destre. Di tutto questo le politiche per il riarmo rappresentano l’apice”. Con il risultato, è il ragionamento di Maiorino che “gli elettori di sinistra si sono scoraggiati: alcuni si sono rifugiati nell’astensionismo e altri, nelle fasce più fragili economicamente e culturalmente, si sono spostati a destra”.