Politica
gli sfidanti •
I gappisti anti Vannacci gli fanno solo altra pubblicità
Pentiti, ex marescialli, ex sottosegretari, tutti in cerca di visibilità. Magari verranno anche candidati da chi si oppone a Futuro nazionale, ma intanto è tutto a vantaggio del generale
8 SET 26

Foto ANSA
Sta vincendo due volte: chi lo mostrifica lo rende simpatico e chi vuole indagarlo fa politica come Vannacci. Contestatelo sul merito, ma guardatevi da questa nuova categoria, i professionisti dall’antivannaccismo, l’Usigrai del fascismo al contrario. Chi è il militare in pensione che insegue Vannacci a colpi di esposti in procura e che lo accusa di voler ricostruire un partito fascista? E’ un ex maresciallo che merita rispetto, ma che dal 2000 fa politica come Vannacci, e anche lui ha avuto un provvedimento disciplinare, come Vannacci, per uscite pubbliche. Chi è l’ex sottosegretario di destra che prima ha aderito a Futuro Nazionale e che ora parla di “mancanza di umanità”? Pensava forse di aderire all’Unicef? Sarebbero questi i nuovi gappisti che lo fermeranno?
Si può continuare, alla rinfusa. Chi è il vannacciano che ora si professa liberale e che ingaggia una battaglia contro il barone nero Jonghi Lavarini, altro collega di s-Futuro nazionale? Uno che diceva al Foglio: “Zelensky è un cocainomane, non vedi come tira con il naso? Se fossi Putin lancerei una bella atomica”. Si chiama Luca Sforzini, altro personaggio strepitoso, che possiede un castello a Pavia, massone da trent’anni, passato dalla Madonna con il bambino di Sgarbi (ha militato anche con il partito di Sgarbi) al Carnevale di Vannacci. Sarebbero questi i nuovi gappisti che lo fermeranno?
Sta proliferando una categoria che con la scusa di imbavagliare Vannacci, non fa altro che cercare altrettanto spazio, generare confusione, far parlare di sé, e renderlo ancora più tronfio. Cominciamo dal militare che si sta meritando interviste, che aspira legittimamente al ruolo di anti Vannacci. E’ Mauro Comellini, è segretario di un sindacato nazionale che a quanto pare non risulta iscritto all’albo dei sindacati militari del ministero della Difesa. Per paradosso, ed è un paradosso, sarebbero gli iscritti a quel sindacato a rischiare sanzioni. Sembra che gli iscritti siano altri militari in congedo e dunque non ci sarebbero procedimenti ma tanto basta a smontare i titoli dei quotidiani e le interviste: “I militari contro Vannacci”. I militari, ma chi? Anche Comellini ha avuto procedimenti disciplinari e ci sono state anche interrogazioni sul suo caso in Parlamento, a sua difesa, perché l’ex militare Comellini interveniva ed esprimeva opinioni personali su siti. Pure Comellini ha avuto un suo partito, e si legge da antiche agenzie, dal nome Pdm, il Partito per la tutela dei diritti dei militari. Per carità, aveva natura diversa ma sempre di un “partito” si trattava. E’ tutto lecito ma sfidare Vannacci sul campo giuridico, agitando la vecchia legge Scelba, immaginando di poterlo ingabbiare nella parola fascismo gli porta solo nuova e fantastica pubblicità. E vale anche per i suoi dirigenti, quei militari a cui avrebbe affidato incarichi di partito. Più si cercano colonnelli con piani di golpe, alla Tognazzi, e più si finisce nella botola del diritto, delle sentenze e del Consiglio di stato. Il problema Vannacci e affini è stato già sollevato: i militari si possono iscrivere a partiti politici? Esiste una sentenza del Consiglio di stato che dice di no, ma il Tar del Piemonte e quello dell’Umbria, in passato, hanno ritenuto tutto questo legittimo.
Se si dovesse ingaggiare una controversia avremmo un nuovo romanzo sindacale, come Ranucci e la Rai, e l’esito è tutto da vedere. Passiamo all’altro, all’ultimo (ma se ne potrebbero citare almeno altri dieci e crescono) professionista dell’anti vannaccismo. E’ Luca Belotti, sottosegretario di FdI, un altro che ha lasciato il Pdl, per Futuro e Libertà di Fini, tornato nel Pdl, lasciato il Pdl e infine aderito a Fn. Pochi giorni fa, Belotti ha consegnato la tessera allargando la categoria dei professionisti a quella dei “pentiti”. Ha dichiarato Belotti che “non c’è umanità”, e la frase fa sorridere visto che da mesi Vannacci nega il reato di femminicidio, ben prima del programma del filosofo Lorenzo Gasperini, il suo Giovanni Gentile. Sono solo alcuni episodi ma descrivono il fenomeno che è l’antico: il mestiere di sopravvivere a qualcuno. Berlusconi aveva i girotondini e Vannacci ha i professionisti dell’antivannacismo. Probabilmente verranno candidati dai partiti che si oppongono al Generale feccia, così come il Pd da anni candida in quota l’ex segretario della Cgil, il virologo, il tribuno cacciato dalla Rai. Sono attori di uno stesso teatro ma recitano a soggetto Vannacci, pensano di essere i nuovi Parri ma sono le marionette del generale capocomico.