Una sconfitta culturale e politica

4 SET 26
Ultimo aggiornamento: 17:15
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La vera sconfitta della destra, dopo quattro anni di governo, non è soltanto nelle riforme promesse e mai realizzate ma è culturale e politica. Giorgia Meloni era arrivata a Palazzo Chigi con l’ambizione di trasformare il sovranismo in un conservatorismo moderno, capace di difendere l’interesse nazionale restando saldamente in Europa. Quella sfida si è progressivamente smarrita.
La destra italiana ha finito per inseguire Donald Trump proprio mentre il trumpismo si saldava al tecno-sovranismo dei grandi poteri economici e autocratici. Un modello lontano dagli interessi dell’Italia, la cui forza dipende dall’Europa, dal mercato comune e dalla sua vocazione industriale ed esportatrice.
La contraddizione è evidente anche in casa: l’industria vive una stagnazione economica e di visione, mentre un ceto medio sempre più fragile si ripiega sulla paura del futuro.
La più grande fortuna di Giorgia Meloni è stata avere davanti un’opposizione che ha scelto la strada di un identitarismo senza prospettive.
Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo