Politica
il record del governo meloni •
Sugli investimenti la partita è vinta
4 SET 26

Foto Ansa
Negli ultimi quattro anni l’Italia ha consolidato un ruolo più rilevante nella geografia europea degli investimenti diretti esteri (Ide). I progetti sono passati da 108 nel 2019 a 206 nel 2025, e la quota di mercato europea è più che raddoppiata, al 4,1 per cento. Questi dati sono in controtendenza rispetto a quanto osservato in altre grandi economie del continente e rappresentano una buona notizia, perché gli Ide non sono soltanto capitali che entrano nel paese: misurano la fiducia di lungo periodo nel sistema. Se da un lato l’Italia ha beneficiato di un contesto geopolitico favorevole per la sua posizione nel Mediterraneo e la centralità nella ricostruzione di catene di fornitura e logistiche, dall’altro si è fatta trovare pronta grazie a specifiche riforme costruite intorno allo slogan “Invest in Italy”, non ultima la cosiddetta Zes Unica. Ma si può fare di più, perché il numero di progetti di investimento ci colloca al settimo posto in Europa, non all’altezza di un paese che si conferma la seconda base manifatturiera del continente, con una vocazione all’export forte e in crescita. La sfida, oggi, è intervenire sui fattori che gli investitori continuano a indicare come prioritari: costo dell’energia, complessità amministrativa, produttività e adozione delle tecnologie.
Marco Daviddi, managing partner EY-Parthenon Italia