Pure Caligola è durato tanto, ma...

4 SET 26
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Foto ANSA

E’comprensibile che Giorgia Meloni festeggi il governo più longevo della Repubblica. La stabilità è un bene, ma non si misura con auto elogi. La finanza pubblica merita un voto positivo, il 2024 è stato l’anno del maggior rientro nella storia repubblicana di deficit e debito, con una frenata decisa ai picchi folli dovuti al Superbonus edilizio, che gli italiani dimenticano. Ma il governo contro l’inflazione ha preferito i bonus contributivi e fiscali, e così Irpef e welfare restano orfani di una riforma organica. Una destra moderna dovrebbe abbattere l’oscenità che il 15 per cento dei contribuenti paghi oltre i due terzi dell’Irpef e tutto ciò che garantisce servizi pubblici al restante 85 per cento di italiani. Non avrebbe detto no a Unicredit consentendo al Credit Agricole di diventare dominus di Bpm, né scelto a tavolino “amici” a cui cedere quote di Mps. Errore capitale sono stati i toni sul referendum sulla giustizia, un regalone a opposizioni e giustizialisti. Bene sull’Ucraina, ma incapaci di dire che non ci si allea coi servi di Putin, Vannacci per primo. E che le follie di Trump sono incompatibili con la sfida lanciataci da Cina, Iran e Russia. Alle elezioni il rischio è di avere populismi contrapposti, non un governo serio da rilanciare. Anche Caligola fu imperatore per tre anni e otto mesi. Ma non è bastato a cancellare i suoi errori e follie.