Politica
l’intifada della bestialità •
Il Pd con la kefiah. Tutti in piazza contro il ddl Antisemitismo, ci saranno i giovani di Schlein (e il cdr di Rep.)
Il 9 settembre il provvedimento arriva in Commissione, alla Camera. I dem rischiano di spaccarsi un'altra volta, come in Senato dove Delrio è rimasto isolato. La segretaria dem appoggia il presidio contro la legge promosso anche da Anpi e Arci. L'allarme di Zampa

Antisemita, chi? Si può accusare Paolo Signorelli, il nuovo (vecchio) portavoce di Lollobrigida per le chat antisemite e sabotare alla Camera il ddl Antisemitismo? Sta per riaprirsi una ferita a sinistra, nel Pd, e rischia di finire ancora con il tormento della coscienza, con la marcia per strada e l’intifada della bestialità. Il 9 settembre arriva in Commissione, a Montecitorio, il ddl antisemitismo, quella legge che ha diviso il Pd, isolato quel galantuomo come Graziano Delrio. Al Senato il Pd si è astenuto con l’eccezione dei riformisti, ma alla Camera si può addirittura votare “no”, indossare la kefiah come pochette.(Caruso segue nell’inserto VII)
Al Senato è finita con una tipografia di proposte, con il senatore Giorgis del Pd che ciclostilava testi di legge e Francesco Boccia che richiamava i riformisti all’ordine. Alla Camera il tormento del Pd sul ddl antisemitismo può solo peggiorare. E’ qui che c’è l’ala dura, la colonna Boldrini. Come reagiranno a loro volta Fassino, Quartapelle, perfino la stessa capogruppo Chiara Braga quando si dovrà decidere? Sempre il 9 settembre, a pochi metri dalla Camera, a piazza Capranica, si prepara un presidio dal titolo “La solidarietà non si processa, il dissenso non si silenzia”. La lista dei promotori è sterminata. Si va dall’Arci, l’Anpi, i Gd e anche il cdr del quotidiano La Repubblica. Al solito si contesta la definizione Ihra, quella che Elly Schlein, da europarlamentare, ha votato. Il 31 agosto, al Foglio, Sandra Zampa ha lanciato l’allarme: “Il Pd si mostri unito”.
Ma unito con chi? Con i giovani del partito che marciano fuori o con la comunità ebraica che chiede l’approvazione? Due sono i grandi temi che a Reggio Emilia, alla festa dell’Unità, il Pd preferisce rimpicciolire: Israele e Ucraina. E’ altrettanto vero che la destra tace sull’Ucraina per non dividersi, rimanda i pacchetti per Kyiv. Il Pd ha però la necessità di presentare una proposta di governo. Livia Ottolenghi, la nuova presidente delle comunità ebraiche, si era congratulata per l’approvazione della legge al Senato, e criticato le opposizioni: “Singolare non averlo sostenuto”. Sulla definizione contestata si era già espresso, in audizione, Gadi Luzzato Voghera, il direttore della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec) che ha militato per anni nel Pci. Spiegava Voghera che la “definizione Ihra non solo è corretta ma necessaria”. E’ uno strumento. Riprendiamola. Recita: “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto”. Per quel giorno il Pd corre il rischio di essere scavalcato dalla piazza. La mediazione è affidata a Peppe Provenzano e si prevede ancora, come sull’Ucraina, prima dell’estate, un’altra trattativa con Conte, le primarie di chi arriva primo in Palestina. Si può inseguire un ragazzo come Signorelli sull’antisemitismo e astenersi sul ddl antisemitismo?