Lega alla brace: la vecchia contro la nuova di Salvini

Un gruppo di reduci capeggiato dall'ex deputato Pini intende scongelare il vecchio partito, con tanto di debiti. È una spina, un’altra, che sporca l’immagine di un partito e perfino chi lo vuole cambiare

2 SET 26
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Foto ANSA

Più che fare male a Salvini, colpiscono chi lo vuole cacciare. Sono un gruppo di reduci della Lega Nord, li capeggia l’ex deputato Gianluca Pini, chiedono di scongelare il vecchio partito, anche se il vero effetto è la caciara, e il miglior esito il tribunale. E’ un paradosso. Sono altri, non c’entrano nulla con l’hidalgo Attilio Fontana, con Zaia, Fedriga, Romeo, ma fanno male a entrambi. Fanno male a una comunità che prova con disperazione a sostituire il capo. Ricordate la carcassa, quella Lega Nord affossata da 49 milioni di debiti, che la nuova sta pagando, quella vecchia Lega che è rimasta in vita come spoglia? Ebbene, c’è chi ancora versa contributi come Calderoli e Giorgetti, e c’è chi ancora ne fa parte, ne è iscritto. Esiste anche un segretario federale che è Igor Iezzi, amico di Salvini, il custode. Ci sarebbe perfino il presidente federale, che è morto: Bossi. Sul sito appare ancora l’elenco dei membri del consiglio federale (tra questi Lorenzo Fontana, Gianni Fava e perfino il deputato Erik Pretto, che è passato in Forza Italia). Uno dei vecchi iscritti, Pini (in verità, ricordano i deputati di Salvini, espulso), annuncia adesso la nascita di un comitato che chiederà il congresso della Lega Nord.
Chiede Pini: “Il nostro comitato nasce per sbloccare il simbolo e scongelare il vecchio partito”. Il congresso non si tiene da nove anni perché quella Lega è solo di carta, una bad company mantenuta in vita come simulacro. E’ un modo per cercare spazio, per inquinare ancora il clima, già inquinato, tanto che anche Attilio Fontana deve precisare: “Ho sentito anche io di questa iniziativa ma non c’entra assolutamente niente con il discorso che stiamo portando avanti noi con Salvini”. Salvini, almeno su questo, ha ragione quando ricorda che “chi oggi chiede un congresso per il ritorno alla Lega Nord” sono “coloro che hanno rischiato di uccidere la Lega e che ora si rifanno vivi in cerca di poltrona”. Chiede: “Chi ha patteggiato per corruzione è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini premier ha trovato in eredità e che tuttora sta pagando?”. La questione riguarda il simbolo e lo storico Albertino da Giussano. E’ la vecchia Lega che concede la parola “Lega” alla nuova, e anche l’Albertino. Si aprirebbe un contenzioso legale e lo potrebbe vincere Salvini (per ragioni di consuetudine) e potrebbe vincere anche un eventuale congresso dato che gli iscritti alla carcassa restano i fedeli di Salvini. In sintesi: è una spina, un’altra, che sporca l’immagine di un partito e perfino chi lo vuole cambiare. Salvini a giorni convocherà una riunione, una nuova, con Zaia, Fedriga, Fontana e Romeo. Vale a dire che riapre la trattativa come fanno in Rai i piloni della redazione di Report (dice Iovene, l’Alessandro Morelli di Ranucci: “Il dialogo riprende con la rinuncia di Presutti e Piervincenzi”). Vogliono scongelare la vecchia Lega e non si accorgono che sono già alla brace.