Politica
l'intervista al corriere •
Tajani spiega che il blocco di Schengen serve per la sicurezza interna
Per il ministro degli Esteri il motivo della proroga della sospensione dell'accordo è la prevenzione del terrorismo e il contrasto all’immigrazione irregolare
1 SET 26
Ultimo aggiornamento: 07:53

Antonio Tajani (foto LaPresse)
La decisione italiana di prolungare il blocco di Schengen non è un gesto politico contro Pedro Sánchez ha detto in un'intervista al Corriere della Sera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani: "La priorità è la sicurezza interna". Insomma, la proroga nascerebbe quindi dalle valutazioni del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere e il motivo è la prevenzione del terrorismo e il contrasto all’immigrazione irregolare. Questo in sintesi la spiegazione del vicepremier che cita i 31 respingimenti nell’ultimo mese, con sei arresti, per sostenere che i numeri "non sono pochi".
Il ministro difende la linea del Viminale: la misura è "necessaria e provvisoria" e si inserisce in un quadro di cooperazione europea. Rivendica inoltre il calo "di oltre il 60 per cento" degli arrivi irregolari in Italia, pur riconoscendo che l’emergenza a Ceuta "non è un’invenzione", con quasi 100 mila persone arrivate.
Sul fronte europeo, Tajani critica politiche "troppo burocratiche" su industria, agricoltura e pesca, e chiede un approccio pragmatico al cambiamento climatico. Per rafforzare la leadership dell’Ue propone una riforma istituzionale: "Presidenza della Commissione e del Consiglio devono coincidere, e va limitato il voto all’unanimità". Dice di voler convincere Giorgia Meloni, che su questo tema è più cauta.
Tajani respinge l’idea che l’Italia possa scivolare verso posizioni anti‑europeiste, anche in caso di vittoria di Marine Le Pen in Francia: "Meloni è di destra, non di estrema destra". Rivendica inoltre la solidità del rapporto con Washington, "storico e indipendente da chi è alla Casa Bianca", annunciando la firma di un accordo sui minerali critici con il segretario di Stato Rubio.
Sul fronte interno, il vicepremier definisce il ballottaggio elettorale "un’ipotesi per garantire stabilità" e minimizza le tensioni nella maggioranza sulla tassa sugli extraprofitti energetici proposta dalla Lega: per Forza Italia sarebbe "una tassa sovietica". La via maestra, sostiene, è il dialogo con le imprese, come avvenuto con le banche: "Sono arrivati più di 10 miliardi nelle casse dello Stato".