Meloni di sicurezza. Allunga la “crisi” con Madrid. Accelerata sui Cpr

Il governo proroga lo stop al funzionamento dell'accordo con la Spagna (che risponde confermando i controlli alla frontiera). A Bari la premier rivendicherà i risultati sull'immigrazione, vuole aprire nuovi Cpr entro la fine della legislatura. Emendamenti di Fdi e Fi sul ballottaggio (non sottoscritti dalla Lega)
1 SET 26
Immagine di Meloni di sicurezza. Allunga la “crisi” con Madrid. Accelerata sui Cpr
La sospensione dell’accordo di Schengen con la Spagna prosegue. E così la lunga estate di “crisi” tra Roma e Madrid, iniziata il primo agosto, si protrarrà per almeno altri 15 giorni, fino a metà settembre. “Era necessario farlo ma confido sia l’ultima proroga, vorrebbe dire che si va verso una normalizzazione della situazione”, dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Che assicura al contempo “ogni forma di collaborazione con la Spagna”. Anche se il governo spagnolo, in risposta, decide a sua volta di prorogare per due settimane i controlli per i passeggeri provenienti dall’Italia. Il Viminale insomma non ritiene ci siano le condizioni per un passo indietro, definisce la decisione “non invasiva” e sciorina una serie di dati che, con il rinfocolarsi della situazione a Ceuta (ieri la Polizia spagnola ha sparato in aria per disperdere la folla durante una rissa tra migranti), giustificherebbero la cautela. Ad agosto infatti su circa 500 mila controlli ci sono stati 31 respingimenti, 8 dei quali di cittadini marocchini. In realtà al Viminale ostentano ottimismo. Anche perché i due governi, nonostante le tensioni delle ultime settimane, sono allineati sulla necessità di “redistribuire gli arrivi” sulla base dei meccanismi di solidarietà europea. Madrid, infatti, insieme a Parigi ha optato per non trasferire in Italia i cosiddetti dublinanti. Un segnale che è stato visto come un’apertura verso il governo italiano. Ciò detto, la decisione su Schengen non è in contraddizione con la postura che Meloni vuole dare sulla sicurezza di qui alle prossime settimane. Questo perché pure su un altro importante dossier, la gestione degli arrivi, la premier ha chiesto un’accelerata. Soprattutto sull’apertura dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di cui il ministro Piantedosi aveva parlato nei mesi scorsi. E che adesso sono di nuovo finiti nell’agenda di fine legislatura di Fratelli d’Italia. Il tema infatti è stato posto nuovamente dal responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli. E un cenno potrebbe riceverlo anche nell’intervento che la premier sta preparando per la festa che si terrà a Bari venerdì per il record di governo più longevo di sempre. Si punta soprattutto sui Cpr promessi in Calabria e in Trentino, territori governati dal centrodestra. Dal palco del Porto di Bari, la premier insisterà molto anche sui dati definiti “positivi” diffusi dal ministero dell’Interno a Ferragosto, che parlano di un calo degli arrivi di migranti irregolari in Italia oltre che di un aumento, di circa il 34 per cento, dei rimpatri negli ultimi sei mesi. Questo sempre tenendo presente le ipotesi di accordo a livello europeo sui cosiddetti “return hub” in Africa.
Nelle intenzioni di Meloni, con in agenda una riunione a Palazzo Chigi con gli altri leader di maggioranza per fare il punto sulle nuove misure sull’energia (gli sconti sui carburanti scadono il 4 settembre), c’è insomma l’uso dell’immigrazione e della sicurezza come “vanto” dell’azione di governo. Uno dei pochi fronti su cui c’è unanimità all’interno della maggioranza. La quale invece, sulla legge elettorale, continua a discutere. Oggi scadono i termini per presentare gli emendamenti in Senato e una nuova riunione degli “sherpa” convocata ieri sera in Via della Scrofa non ha risolto tutti i dubbi. Soprattutto sul ballottaggio, con un emendamento presentato dal senatore FdI Marcello Pera e uno da FI, ma non sottoscritti da tutta la coalizione (mentre un emendamento unitario ci sarà sulle preferenze). Il testo a ogni modo sarà portato in Aula senza il mandato ai relatori, di modo da poter guadagnare un’altra settimana alla causa delle trattative tutte interne al centrodestra.