Dario Franceschini: "Convivo con il Parkinson dal 2020. La diagnosi è stata una botta tremenda"

L'ex ministro della Cultura racconta la sua malattia in un'intervista al Corriere della Sera: "Ci ho riflettuto a lungo: e, mettendo sulla bilancia i pro e i contro, mi sono convinto che sia giusto descrivere questa particolare stagione della mia vita". Bettini: "Auguro all'amico caro un'infinita forza"

31 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 08:09
Immagine di Dario Franceschini: "Convivo con il Parkinson dal 2020. La diagnosi è stata una botta tremenda"
"Ho il Parkinson. Mi è stato diagnosticato nel novembre del 2020". Dario Franceschini, senatore del Pd ed ex ministro della Cultura, racconta per la prima volta la sua malattia in un'intervista al Corriere della Sera. "La diagnosi è stata una botta tremenda. Avevo avuto un infarto nel 2014, più qualche altro acciacco ben risolto. Però, insomma, si trattava d'incidenti di percorso che un po' tutti mettiamo in preventivo. Il Parkinson è una malattia diversa, ti accompagna per sempre". Franceschini spiega che inizialmente la sua reazione è stata quella di tentare di nascondere la malattia. "Chi è colpito dal Parkinson tende a vergognarsi. Parla male, biascica, oppure cammina barcollando, sembra un ubriaco. Altri sono scossi da un tremore irrefrenabile". Ma, sottolinea, "è fondamentale non scoraggiarsi, svegliarsi al mattino con qualcosa da realizzare. Per cercare di combattere il Parkinson, oltre ai farmaci, è decisivo riuscire a riempire le proprie giornate e ripetersi: io non mollo, io continuo a vivere, a esserci".
Così, dopo sei anni dalla diagnosi ha scelto di rendere pubblica la situazione: "Parlare pubblicamente della mia malattia, è chiaro, mi costa, e molto", afferma Franceschini. "Però ci ho riflettuto a lungo: e, mettendo sulla bilancia i pro e i contro, mi sono convinto che sia giusto descrivere questa particolare stagione della mia vita. Per dire a tutti gli altri malati di Parkinson: non isolatevi, continuate a vivere". La malattia, racconta l'ex ministro, ha cambiato anche il suo rapporto con la politica: "Azzera le ambizioni personali, ti fa perdere quel senso di invincibilità che il politico si presume debba trasmettere, mostrando di non avere, quasi per definizione, debolezze, timori, fragilità". Nonostante la malattia, Franceschini continua la sua attività: "Il Parkinson colpisce il corpo, non le capacità cognitive. Cali il ritmo del lavoro, lo adegui. Però io ho continuato, e continuo, con telefonate, incontri, riunioni". 
Goffredo Bettini è stato tra i primi a commentare le parole di Franceschini. "Esplicitare una condizione di salute difficile è un atto di onestà e di coraggio. La sua intelligenza, finché ne avrà voglia, serve come il pane al Pd e alla democrazia italiana. A noi I'obbligo di saperla utilizzare. Franceschini è anche un amico, per me tra i più cari. Dietro la tecnica della politica vive un mondo pulsante di fede, di sentimenti, di ricordi, di passioni che emerge nei suoi romanzi. C'è in lui un disincanto per certi aspetti del mondo, o forse un controcanto che richiama la vita, sua e degli altri, a cui pensa anche in questa intervista bellissima di Roncone; invitando le persone che hanno la sua malattia a reagire e combattere. Auguro all'amico caro un'infinita forza", ha scritto il dirigente Pd in un post su Facebook.