Il trionfo di Musk tra gli anti trumpiani

Fenomenologia estiva degli antifa in Tesla che criticano l'uomo più ricco del mondo su X collegati a Startlink dai mari italiani. Un conto è lui, un altro le sue invenzioni

28 AGO 26
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Foto Lapresse

Nell’estate dei nasi tirati in su per provare a catturare con gli sguardi furtivi una stella cadente o un sole oscurato c’è un altro corpo non celeste che si è improvvisamente impadronito delle nostre giornate e delle nostre serate e di cui però facciamo terribilmente fatica a discutere sotto l’ombrellone come faremmo con la scia di una cometa e con un’eclissi durante un tramonto. Eppure il corpo non celeste è diventato parte della nostra quotidianità e delle nostre connessioni con il mondo ma, nonostante questo, ogni volta che, su un computer, su uno smartphone, su un Kindle, ci ritroviamo a cliccare su quelle due parole è facile provare due sentimenti contrastanti, a metà tra la gioia e la vergogna. L’estate del duemilaventisei verrà ricordata, oltre che per il caldo torrido, anche per essere stata l’estate in cui gli anti trumpiani in servizio permanente effettivo, noi compresi, con imbarazzo e gratificazione hanno trovato ossigeno per le proprie reti internet attraverso le connessioni offerte dal diavolo in persona laddove la forza dello stato, del privato, del cosiddetto bene comune non riesce ad arrivare: Elon Musk e la sua Starlink. Vai nelle isole, quelle chic e quelle un po’ radical chic, e frotte di anti trumpiani, alla ricerca di una tacca per connettersi alla rete o per fare un post su X, si assicurano, nei propri rifugi estivi, di avere una piccola parabolina in grado di offrire una dose sufficiente di connessione, ricercata in vacanza come fosse metadone. Vai su una barca, nel Tirreno, nel Mediterraneo, ovunque, e flotte di radical chic baciano la prua ogni volta che l’equipaggio, prima di imbarcarsi, dice loro la parola magica: e poi, sì, abbiamo anche Starlink.
Vai sulla costa italiana, dove il capitalismo di stato e il benecomunismo non sempre vanno d’accordo con la rete, e ti ritrovi di fronte a case in affitto che, sulla rete, sul web, sui muri, cercano di attirare la tua attenzione con annunci di questo tipo. “Capalbio, Villa Luxury, Piscina, Tramonti, Privacy, con Starlink”. “Casale nel blu del Parco dell’Argentiera, Monte Argentario, villa per sei ospiti, tre camere, Wi-Fi super veloce con Starlink”. “Villa sul mare nel Parco della Maremma – area Orbetello/Talamone, grande villa con spiaggia/accesso al mare privato, terrazze e vista sull’arcipelago, connessione Starlink”. “Villa Marina, davanti alla Marina di Porto Cervo, cinque camere, sei bagni, fino a dieci ospiti, Starlink ad alta velocità e traffico illimitato”. “Villa luxury a Panarea – The Thinking Traveller, con ‘SpaceX Starlink internet connection’”. “Trullo Flamingo – Serranova/Carovigno, villa recentemente rinnovata con piscina privata, high-speed Wi-Fi Starlink tra i servizi”. Il rapporto di un pezzo di Italia non trumpiana con uno dei compagni di strada più ingombranti del trumpismo ha offerto ragioni per mostrare diversi cortocircuiti già nel recente passato, quando truppe cammellate di postcomunisti e di anti trumpiani si sono trovate nella scomodissima situazione di dover scegliere tra la propria inflessibile battaglia contro il fascismo e la propria comodissima Tesla. I teslisti, in alcuni casi, come è successo a casa Fratoianni, sono andati in crisi, lo ricorderete. Nicola Fratoianni, leader di Avs, nel gennaio del 2025, definì “sbagliato e pericoloso” affidare asset strategici a un monopolista privato come Musk. Poco dopo emerse la Tesla di famiglia e Elisabetta Piccolotti, sua moglie e parlamentare di Avs, raccontò di averci persino appiccicato sopra un adesivo anti Musk.
Ma, come segnalato a luglio da Associated Press, dopo una stagione di teslismo a bagnomaria è arrivato un forte recupero delle vendite Tesla: nel secondo trimestre del 2026 le consegne globali sono aumentate del 25 per cento rispetto all’anno precedente. Possibile segnale, scriveva l’agenzia, che il boicottaggio politico di Musk abbia cominciato a perdere forza. I valori antifa sono importanti, naturalmente, ma evidentemente non sempre abbastanza da far rinunciare a una macchina comoda e persino a zero emissioni, o quasi. In Italia è vero che le nuove Tesla non si vendono granché ma tra il 2023 e il 2025 i passaggi di proprietà delle Tesla usate sono aumentati del 141,5 per cento: da 1.999 a 4.828. Piccoli segnali di realismo, persino di maturità, in un paese robustamente schierato contro Trump, che detesta Musk, pur occhieggiando a Vannacci, e che però, in estate, e non solo, ha iniziato a fare uno sforzo prezioso: continuare a insultare il pensiero di Musk senza rinunciare alle sue auto elettriche e alle sue tacche di Wi-Fi, anche solo per trovare il tempo di scrivere un tweet, su X, contro il capitalismo, accertandosi prima di avere ovviamente una buona connessione su un catamarano. Musk è un conto. Le sue invenzioni sono un altro conto. Separare le carriere per assicurarsi una giustizia migliore è difficile. Farlo per assicurarsi al mare una tacca in più si può. Viva Starlink.