Schlein sarà la segretaria più “longeva” del Pd. Anatomia di un aggettivo che un tempo si concedeva alle caldaie

Il segreto della longevità al Nazareno sta nella dieta, a quanto pare. Minestra di mediazione riscaldata due volte al giorno, nulla di crudo, nulla che richieda una masticazione prolungata. Il fattore decisivo, però, è l’assenza pressoché totale della sostanza che in quegli ambienti fa strage, e cioè la decisione e la chiarezza

22 AGO 26
Immagine di Schlein sarà la segretaria più “longeva” del Pd. Anatomia di un aggettivo che un tempo si concedeva alle caldaie

Foto Ansa

Longevo, fino a ieri, era un aggettivo che si concedeva alle tartarughe, alle querce, ai pastori sardi, alle caldaie, e che, riferito a una persona vivente, conservava sempre un che di condoglianze anticipate. Adesso è diventato il complimento più ambito della politica nazionale. “Longeva” la segreteria del Pd, “longevo” il governo di Meloni, longeva ormai la Repubblica intera, la quale, a furia di contarsi i giorni, ha finito per assomigliare a quelli che si misurano la pressione ogni ora e la trascrivono diligentemente su un quadernetto a quadretti.
Domani Elly Schlein diventerà per l’appunto la segretaria più “longeva” nella storia del Pd, avendo superato i milleduecentosessanta giorni di Pier Luigi Bersani, e cioè, se vogliamo essere precisi come il caso esige, andando a guidare il partito assai più a lungo di quanto non vi sia stata iscritta. Circostanza che in qualunque altro ramo dell’attività umana associata, il condominio, la bocciofila, la confraternita del Santissimo Sacramento, avrebbe sollevato quantomeno un sopracciglio, un mormorio, una lettera anonima, e che invece nel Pd viene salutata come un traguardo, anzi come una specie di guarigione, giacché quel partito ha sempre praticato verso i propri segretari una forma di cannibalismo affettuoso e ricorrente, al punto che la sopravvivenza di uno di essi appare oggi non meno prodigiosa del ritrovamento di un naufrago che, sceso dalla scialuppa dopo mesi, si scopra perfino ingrassato. Il segreto della longevità al Nazareno sta nella dieta, a quanto pare. Minestra di mediazione riscaldata due volte al giorno, nulla di crudo, nulla che richieda una masticazione prolungata. L’esercizio fisico risulta moderato, regolare e mai in avanti. Il fattore decisivo, però, è l’assenza pressoché totale della sostanza che in quegli ambienti fa strage, e cioè la decisione e la chiarezza, di cui si muore come altrove di malaria. Bersani si spense su un’elezione al Quirinale, Renzi su un referendum, Zingaretti su un moto di disgusto, Letta su una linea. Ella, cioè Elly, insomma Schlein, non ha convocato niente che non si potesse rinviare, comprese le primarie, e la formula “testardamente unitari”, esaminata in controluce, con una certa inclinazione della testa, si legge “testardamente seduti”.
Venerdì 4 settembre, alle diciannove, al porto di Bari, Fratelli d’Italia ha convocato i suoi per festeggiare il momento in cui il governo supererà i millequattrocentododici giorni del Berlusconi II e diventerà il più “longevo” della storia repubblicana. E chiunque conservi memoria dei governi balneari e delle crisi aperte a Ferragosto per essere richiuse in ottobre converrà che il risultato non è banale né fortuito. Tuttavia non era mai parso, fino a ieri, un motivo sufficiente per affittare un porto e le fanfare. Non si festeggia una riforma approvata, una crisi industriale risolta, un’opera pubblica portata a termine, ma un numero che il calendario produce all’incirca da solo, a condizione che si resti in piedi. Sembra insomma che il tempo, che nella tradizione retorica italiana era il grande giudice, il galantuomo, il tribunale d’appello dove le opere venivano finalmente pesate, si sia riciclato come alibi, e il vecchio “ai posteri l’ardua sentenza” sia stato sostituito dal più prudente “intanto siamo ancora qui”. Vivere a lungo è una fortuna, su questo i gerontologi non ammettono discussione. I medesimi gerontologi però avvertono, maggioranza e opposizione, che la longevità conta per gli anni in buona salute, non per quelli passati a letto.