Salvini risponde ai nordisti: "Coinvolgere i governatori? Intendo farlo da mesi". Il muro di Pontida

La Lega e il fronte del nord. Dalla vacanza di Pinzolo, il segretario apre all'incontro, ma mostra insofferenza per i modi. E tra un mese tutti sul pratone, che intanto ha ripreso a parlare: "Una Lega rinnovata o una Pontida di rivolta", recita uno striscione

21 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 08:27
Immagine di Salvini risponde ai nordisti: "Coinvolgere i governatori? Intendo farlo da mesi". Il muro di Pontida

Il Ministro delle infrastrutture e trasporti e segretario leghista Matteo Salvini (Mauro Scrobogna / LaPresse)

Salvini apre all'incontro con i governatori ma non concede nulla sul metodo. In un'intervista a Marco Cremonesi sul Corriere della Sera, il segretario della Lega – in vacanza a Pinzolo – liquida così la richiesta arrivata dalla Versiliana da Attilio Fontana e Massimiliano Romeo: "Ma ci voleva una settimana di polemiche su tutti i giornali per chiedere un incontro?".
Il video della Versiliana non l'ha guardato. Alla stessa ora era su altro: "Ero impegnato con una riunione a distanza sull'immigrazione", oltre che al telefono con Giulia Bongiorno "sul codice rosso: ci vuole un pool anti violenze in ogni Procura. E i molestatori conclamati devono finire in carcere, altro che braccialetto...". Il dettaglio non è neutro: dalle parti di Giorgia Meloni quell'intervista l'hanno seguita.
Sul merito, Salvini rivendica la paternità della richiesta altrui. "Guardi, se il tema è coinvolgere gli amministratori e governatori è qualcosa che ho intenzione di fare da mesi. Senza bisogno di scrivere libri e senza bisogno di fare polemiche a Ferragosto". Il libro è quello di Romeo, le polemiche di Ferragosto sono l'intervista di Fontana al Corriere. Quanto alla sostanza: "È mio preciso interesse coinvolgere chi vuole costruire e chi vuole il bene della Lega". Il bilancio della settimana lo fa lui: "La settimana di polemiche che ci è toccata ha avuto come principale effetto il far sorridere Elsa Fornero e altri a sinistra".
Poi l'orizzonte, che è sempre lo stesso: "Noi stiamo preparando una grande Pontida. In cui lanceremo la grande battaglia del 2027: sconfiggere le sinistre, evitare di consegnare il Paese a Schlein e Conte". Sulle critiche al governo concede il principio e nega la sede: "Hanno detto che è giusto criticare il governo. È chiaro che su alcuni temi si può fare di più. Ma ce lo diciamo nelle sedi opportune…". L'incontro comunque si farà: "L'ultima settimana di agosto ho l'agenda già quasi piena di incontri tra Roma e Milano. Lo spazio, dunque, c'è".
Il calendario resta la vera posta. I nordisti chiedono il chiarimento prima del 20 settembre, Salvini ha appena diffuso un video emozionale sul raduno e la sua storia. E il pratone ha già cominciato a parlare. A un mese esatto dall'appuntamento è comparso uno striscione: "Una Lega rinnovata o una Pontida di rivolta". Non è firmato, ed è stato appeso sul muro bianco del "Padroni a casa nostra", quello che delimita il pratone. A marzo lo stesso luogo aveva accolto il corteo funebre di Umberto Bossi. 
Alla Versiliana, intanto, Fontana e Romeo sono stati contestati da tre militanti – due da Napoli, uno da Firenze – al grido "un capitano, c'è solo un capitano". E i fedelissimi del segretario continuano a ridurre la fronda a una questione di liste. I nordisti, dal canto loro, non parlano di rottura: Romeo si affida a una metafora domestica, l'amico che avverte l'amico prima del muro, mentre chiedono a Salvini di sedersi a un tavolo e discutere. Sul tavolo, oltre alla leadership collegiale e al coinvolgimento di Luca Zaia, l'ipotesi di una confederazione — Lega Nord, Lega Centro, Lega Sud — con i territori protagonisti e presentazione unitaria a livello nazionale.
Nel frattempo, un forfait. Maurizio Fugatti, presente a tutte le riunioni dei nordisti, sabato avrebbe dovuto parlare a Pinzolo subito prima del segretario. Ha fatto sapere che non ci sarà: motivi di famiglia, ufficialmente. Per non alimentare letture maliziose e retroscena, dovrebbe passare stamattina per un caffè con Salvini.
Sul fronte interno è intervenuto anche Claudio Borghi, con una ricostruzione del 2019 che è insieme elogio e recriminazione: "Grazie alla chiarezza di intenti e all'azione di governo efficace di Salvini la Lega arrivò al 34%», ma «i compagni di strada dell'epoca non fossero adatti a una politica rivoluzionaria» e «il presidente Mattarella impedì sul nascere qualsiasi politica eccessivamente aggressiva nei confronti dell'Ue".
Resta il capitolo banche, dove Salvini mette un numero. "Abbiamo partecipato con entusiasmo al salvataggio di Mps. Ma oggi abbiamo definito la proposta del contributo che intendiamo chiedere alle banche: il 5% dei profitti derivanti da interessi. Si tratta di circa 2 miliardi all'anno". Su questo, come sul resto, la posizione di Antonio Tajani è nota.