Politica
L'intervento •
Meloni: "Il nuovo patto di migrazione e asilo e Schengen sono due cose completamente diverse"
La premier interviene sui migranti "dublinanti" e replica alle opposizioni che collegano la decisione di diverse cancellerie europee, oggi anche dell’Olanda, di rispedire gli irregolari in Italia alla chiusura di Schengen con la Spagna dopo Ceuta: "Prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni"

Giorgia Meloni - foto LaPresse
"Schengen e il Patto su migrazione e asilo sono due cose completamente diverse e non c'entrano nulla tra loro". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rispondendo a Elly Schlein e a tutti gli altri esponenti delle opposizioni che in queste ore l'hanno attaccata riguardo al tema dei "dublinanti". Da diversi giorni molti paesi europei, in seno al nuovo Patto di migrazione e asilo, hanno dichiarato che riprenderanno le procedure per rispedire i migranti in Italia, paese di primo ingresso. Oggi a Germania, Svezia, Finlandia, Austria e Svizzera si è aggiunta anche l'Olanda. Gli unici stati membri ad aver detto no sono stati, ieri, Francia e Spagna.
In queste ore a sinistra diversi politici hanno messo in correlazione la ripresa delle spedizioni nel nostro paese come una ritorsione europea per aver chiuso Schengen con la spagna. Ma la stessa premier smentische: "Elly Schlein parla di 'boomerang' e di un presunto fallimento del Governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla". E rilancia: "È proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l'Italia nella gestione dei migranti cosiddetti 'Dublinanti'". Secondo lei "le nuove regole tutelano molto di più gli stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo" e "con il rafforzamento del principio di paese terzo sicuro voluto dall'Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati".
La premier poi parla delle richieste che in questi anni, dal 2023, sono state responte: "Riguardo alla situazione precedente a queste modifiche, questo governo ha contrastato l'applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e infatti, dal 2023 a oggi l'Italia ha respinto circa 80 mila richieste di presa in carico provenienti da altri stati membri". E rivendica attaccando gli avversari: "È grazie alla fermezza di questo governo se il nostro paese non si è limitato ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri stati ci chiedevano. Cosa avrebbe fatto un governo di sinistra? Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori".
Per Meloni "la priorità per l'Italia resta, in ogni caso, il contrasto all'immigrazione illegale di massa, non decidere semplicemente come distribuire i migranti in Europa. E noi continueremo a lavorare per ridurre drasticamente gli arrivi irregolari: attraverso il rafforzamento delle frontiere esterne europee, la cooperazione con i paesi di origine e transito, il contrasto ai trafficanti e una politica dei rimpatri più efficace".Conclude: "È questa la strada che il Governo continuerà a seguire".
