Ranucci nega la doppia firma, Boccia ci dice che un libro esiste. Misteri e vongole

"E’ meglio non dire più niente sulla pubblicazione, almeno per il momento, non per creare mistero ma perché non voglio che le mie parole siano strumentalizzate", dice Maria Rosaria Boccia. E sulla smentita del conduttore di Report: “Sigfrido ha soltanto voluto chiarire ciò che lui ritiene non corrispondente alla realtà”

20 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 08:36
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Foto LaPresse

Vongole, vongole delle mie brame, qual è il più bel libro del Reame? Un uomo che ben conosce MR Boccia e, ahilui, anche Ranucci ci dice che “di sicuro Sigfrido le avrà promesso di scrivere un libro per farsi bello”. L’uomo, la cui identità è millemila volte più intuibile dell’esistenza del libro bivalve, aggiunge poi che di “quei due” non vuole sapere più nulla. Ma insomma… Cotanto libro esiste oppure no? Lui, Sigfrido Ranucci, diceva di no ieri a Repubblica. Lei, Maria Rosaria Boccia, dice “boh” oggi al Foglio. “E’ meglio non dire più niente sulla pubblicazione, almeno per il momento”.
Ma come? Perché no? Un mese fa già la interrogammo sul tema, anzi sul tomo, e lei, Maria Rosaria, non smentì. Perché dunque adesso Sigfrido la rinnega? “Le parole di Sigfrido non le vivo assolutamente come un attacco nei miei confronti – risponde serenamente Boccia – né come una volontà di smentire me o di prendere le distanze da me”. Chissà se qualcuno gli ha suggerito invece di farlo... "Io so quale rapporto c’è tra noi. Siamo molto legati, ci vogliamo bene e abbiamo condiviso anche momenti dolorosi”. Dunque? “Dunque non permetterò a un titolo o a una diversa interpretazione di trasformare un rapporto umano in uno scontro che, tra noi, non esiste”. D’accordo. Ma quel che ci interessa, adesso, è il libro. Una domanda: avete un accordo oppure no? “Ecco, sul libro c’è solo un aspetto che credo sia importante chiarire”. Prego. “Al Corriere io avevo dichiarato testualmente: ‘Confermo quindi anche il libro. Il progetto esiste, è concreto, ed è in uno stato avanzato’”. Quindi esiste. “Ma non avevo dichiarato: ‘Confermo che io e Sigfrido Ranucci stiamo scrivendo un libro a doppia firma’”. Quindi non esiste. “Nell’intervista pubblicata, alla domanda che contiene già il riferimento a un libro a doppia firma tra me e Ranucci, la mia risposta è stata sintetizzata. Ma sono due formulazioni che, lette nel loro contesto, possono assumere un significato diverso”. Alchimie redazionali. “Io posso solo rispondere delle parole che ho effettivamente pronunciato”.
Ma se non è a doppia firma  – o forse lo è? – può almeno dirci se Ranucci la sta aiutando nella stesura. “Meglio di no”. Se è una biografia, un memoriale, un’agiografia... “Capisco la sua curiosità. Ma sul libro preferisco davvero non aggiungere altro, per ora, non per creare mistero ma perché non voglio che le mie parole siano strumentalizzate”. Ma Sigfrido ne ha smentito l’esistenza. “Sigfrido ha soltanto voluto chiarire ciò che lui ritiene non corrispondente alla realtà”. Le vostre realtà divergono? “Ha voluto difendersi da una pressione mediatica che conosco molto bene. Proprio ieri, poi, ha parlato con il mio avvocato, commentando l’intervista al quotidiano Repubblica”… che da La sera andavamo in via Veneto a La sera andavamo in Lavitola è stato un attimo... “L’hanno commentata senza però parlare del passaggio relativo al libro, e senza che Sigfrido manifestasse alcun risentimento nei miei confronti”. Perché non ne avete parlato direttamente? “Perché sono in ferie. Ma lui è in contatto con il mio avvocato, con il quale ha un rapporto di stima e una consuetudine nel sentirsi quando ce n’è bisogno”. Ma voi siete amicissimi, vi sentite sempre. “Sì”. Ora lui come sta? “Noi ci vogliamo bene e anche per questo, forse, io riesco a comprendere particolarmente quello che sta attraversando. La gogna mediatica e le sue conseguenze io le ho vissute prima”. E però “il mistero del libro” – che è poi anche titolo di un Harmony – resta. “So cosa significa vedere ogni parola ingigantita, interpretata e inserita in una narrazione che, a un certo punto, rischia di travolgere non soltanto la persona direttamente coinvolta, ma anche chi le sta accanto”. Per questo lui ha smentito? “Per questo si è posta l’esigenza di difendersi e di mettere un argine a tutto”.