Cicchitto racconta Lavitola, il filosofo teoretico della ribalderia che s’era intortato pure Berlusconi

Il faccendiere "è uno che sa entrare in confidenza con le persone più diverse. A me, per esempio, divertiva per le balle che raccontava, ma c’è chi ci crede alle balle. Anche perché le racconta benissimo". Parla l'ex dirigente socialista, diventato poi tra gli uomini più vicini al Cavaliere
18 AGO 26
Immagine di Cicchitto racconta Lavitola, il filosofo teoretico della ribalderia che s’era intortato pure Berlusconi

Foto Ansa

Adesso la Rai gli toglie “Report” e forse gli riducono pure la scorta, ma il dubbio resterà per sempre: Sigfrido Ranucci s’è fatto fesso per farci fessi, o è fesso davvero? “Non lo sapremo mai se aveva capito che Lavitola gli aveva messo la bomba per fargli un favore. Ma io un po’ Ranucci lo capisco, guardate. E’ un lavitolato. Bisogna avere presente che tipo è Valter. Io lo conosco. E’ uno che s’era intortato pure Berlusconi”. Fabrizio Cicchitto, dirigente socialista e poi tra gli uomini più vicini al Cavaliere, ha conosciuto Lavitola, detto valterino, ai tempi di Craxi, se lo è ritrovato di mezzo con il Cav., e al celeberrimo Cefalù di Monteverde ci ha mangiato più volte. “Male”, dice lui. E le vongole sgusciate? “Nelle mie c’era pure l’aglio”.
Lo abbiamo chiamato per farci spiegare come si fa a vendere a un giornalista investigativo la presidenza del Consiglio, con relativo sondaggio da pagare a rate. Chi ha avuto un amico premuroso sa quanto sia difficile fermarlo. Ti fa da mangiare, ti prenota il dentista, ti fa esplodere la Peugeot. “Quando pensate a Lavitola dovete immaginarvi una specie di Totò Sciosciammocca che manda Pasquale a chiedere, in cambio di un vecchio cappotto, trenta metri di salsiccia, venti chili di pasta, dieci confezioni di salsa, otto litri di vino e una scatola di sigari”, dice Cicchitto. Appena ventenne, al congresso socialista di Rimini, Lavitola si presentava con l’autista, e tutti, anche Bobo Craxi che se lo ricorda bene, ridevano della smargiassata. Ai tempi di Berlusconi, che sono stati il suo momento d’oro, invece prometteva i ministeri: “So che è il tempo tuo, toccati le palle, ho parlato con Lui”. Millantava colloqui con il segretario di Stato Vaticano. Annunciava d’essere sul punto di entrare nel governo: “Ho chiesto le deleghe di Gianni Letta”. Machiavelli, editore, politico, pescivendolo. Dice Cicchitto: “E’ un filosofo teoretico della ribalderia, simpaticissimo. Uno che sa entrare in confidenza con le persone più diverse. A me, per esempio, divertiva per le balle che raccontava, ma c’è chi ci crede alle balle. Anche perché le racconta benissimo. Berlusconi faceva finta di credergli, e lo usava. Lavitola andava in giro a dire d’essere l’amante della fidanzata di Fini, una follia. E Berlusconi fingeva di crederci perché gli serviva nella sua guerra contro Fini. Ora, una cosa è divertirsi con Lavitola, un’altra è andargli appresso”.
E Ranucci? “Siamo nel pieno della commedia. C’è uno che pensa di essere Napoleone e un altro che gli dice ‘sì lo sei’ provocandogli un orgasmo”. E poi gli mette una bomba. “Il bello è che ha pure funzionato. Dopo il botto, Ranucci va all’Anm a prendersi l’applauso. Centinaia di magistrati in piedi, nell’Aula Magna della Cassazione”. Ma insomma, questo Ranucci è un furbo o un fesso? “E’ un lavitolato”.