Fontana: il rilancio della Lega è una priorità per il centrodestra

In un'intervista al Corriere, il presidente della Lombardia parla di un rinnovamento necessario per il Carroccio. Significa un cambio di leadership? “Nessuna soluzione deve essere esclusa a priori”
17 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 14:18
Immagine di Fontana: il rilancio della Lega è una priorità per il centrodestra

Foto ANSA

“Il rilancio della Lega è una condizione prioritaria per l’intera coalizione di centrodestra”, ha dichiarato Attilio Fontana, presidente della regione Lombardia e storico dirigente leghista, in un’intervista al Corriere della Sera pubblicata oggi. Fontana ha affermato che i militanti del partito “non solo in Lombardia ma in tutto il Nord, ascoltano i cittadini e segnalano un malessere”.
Come causa di questo sentimento diffuso, buona parte della dirigenza del partito di Matteo Salvini indica un dato specifico: la Lega è passata nel giro di pochi anni dal 34 al 5 per cento dei voti. “Insomma, il problema c'è, e quindi è opportuno lavorare per trovare una via d'uscita da questo declino e arrivare a una soluzione è utile non soltanto per la Lega, ma per tutto il centrodestra”. Secondo il presidente della Lombardia, si tratta in conclusione di “rivedere in modo sostenibile ed effettivo l'impostazione del partito”.
L’ipotesi principale a questo proposito è, chiaramente, quella di un cambio ai vertici del Carroccio, eventualità sempre più discussa negli ultimi mesi. Di fronte alla domanda sull'eventuale rimpasto della dirigenza, Fontana ha risposto che “Nessuna soluzione deve essere esclusa a priori”, perché “la Lega non teme il rinnovamento”. Il dirigente ha usato termini come “leadership collettiva” e parlato di una “squadra forte” all’interno del partito, che si starebbe già muovendo su diversi temi, dai diritti civili alla modernizzazione dello stato attraverso un maggiore federalismo e una maggiore autonomia delle amministrazioni locali. Non è tuttavia chiaro se questa squadra coincida con il partito federalista che potrebbe costituirsi intorno allo stesso Fontana e di cui è trapelata notizia nelle scorse settimane.
Da parte sua, Matteo Salvini ha invece ribadito a più riprese di non essere disposto a lasciare la dirigenza del partito e dismesso l’ipotesi di un ritorno alla dimensione territoriale della Lega Nord, che ha definito “una roba da nostalgici”, affermando che “il mondo è cambiato”. Intorno al vicepremier va inoltre consolidandosi un gruppo di fedelissimi tra cui i ministri Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti. Sul fronte opposto vi sono invece altri nomi di spicco all’interno della Lega, dalla ministra Locatelli al fronte di dirigenti, soprattutto locali, che nelle scorse settimane hanno lanciato l’appello per le dimissioni del segretario ripreso dal Foglio, affermando esplicitamente che: “Salvini deve farsi da parte. Siamo stati fin troppo zitti e buoni, ora c’è in ballo la Lega”.