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Fondi pubblici per la crioconservazione degli ovuli delle trentenni? Fratelli d'Italia chiude
Pd e M5s hanno depositato delle proposte per offrire un contributo pubblico alle donne under 38 che vogliono sottoporsi alla procedura per ampliare le possibilità di maternità. Renzi rilancia e propone di mettere 100 milioni in legge di Bilancio. Forza Italia e Lega aprono, ma dal partito di Giorgia Meloni arriva la frenata: "I figli vanno fatti da giovani, le risorse mettiamole per aiutare le giovani coppie a trovarsi nelle condizioni per procreare"

"Continuo a pensare che sia necessaria una grande rivoluzione culturale: i figli si fanno da giovani. Un conto è la crioconservazione degli ovuli a spese pubbliche quando ci sono ragioni di salute, altro è voler procrastinare la maternità nel proprio ambito temporale per motivi lavorativi e tentare di superare a ogni costo i limiti biologici, fisici, di salute", dice Lavina Mennuni, senatrice di FdI. In attesa della riapertura delle Camere il tema infiamma il Ferragosto. L'Italia è uno dei paesi al mondo con il tasso di fecondità - ovvero il numero medio di figli per donna in età fertile (18-49 anni) - più basso e in continua discesa: 1,14 figli per donna in età fertile, ben lontano da quel 1,8 che, con un saldo migratorio positivo, potrebbe evitare la progressiva riduzione demografica. Sul numero di nati ogni anno questo significa che nel 2025 la contrazione complessiva rispetto al 2008 è pari al 38,4 per cento. Non solo, ed è forse questo il dato più interessante per affrontare l'argomento: l'età media delle donne che fanno il primo figlio continua a crescere, nel 2025 è stata 33,4 anni. E più tardi si fa il primo figlio più si alza la probabilità di non farne altri. Normale dunque che la politica, davanti all'epocale questione della crisi della natalità, si interroghi sull'argomento.
In Francia, paese in cui l'inverno demografico morde meno che da noi, viene offerto un contributo pubblico per la crioconservazione degli ovuli a tutte le donne tra i 29 e i 37 anni. In Italia ci sono due proposte, di Pd e M5s, depositate alla Camera per andare in questa direzione (e se ne aggiungerà a settembre una al Senato a firma del senatore dem Filippo Sensi che propone di copiare il modello già attivo in Toscana). Un'altra proposta l'ha annunciata anche l'ex premier e leader di Italia viva Matteo Renzi che suggerisce di copiare il modello francese, con uno stanziamento di 100 milioni di euro già nella prossima legge di Bilancio. Si punta a una proposta bipartisan. Da Forza Italia e dalla Lega non mancano aperture. Elisabetta Tovaglieri, eurodeputata del Carroccio, ha confessato a Repubblica di aver usufruito del social freezing personalmente: "Non può essere un tema divisivo", ha detto. Ma dentro il partito di Giorgia Meloni l'argomento non fa breccia. Si frena. Dice ancora Mennuni: "Trovo sia aberrante prospettare a una donna, come fosse elemento modernizzante, che possa aspettare a fare figli per poi sottoporsi alla difficile e penosa stimolazione per il trasferimento degli embrioni congelati. Dobbiamo invece impiegare le energie per restituire alla donna la possibilità di scegliere di essere madre nel tempo naturale che le è dato. Per il suo bene e per il benessere del bambino, che ricordo non è un oggetto di diritti altrui". Per questo la senatrice di FdI si rivolge direttamente ai suoi colleghi di opposizione: "Propongo al Pd e 5 stelle di non piegarsi alla logica del mercato che ruota intorno a questi business e di concentrare le forze per reperire le risorse del bilancio per offrire opportunità ai ragazzi di creare la loro famiglia".
Più sfumata, ma nella sostanza non diversa, è la posizione di un'altra parlamentare di FdI, la deputata Ylenja Lucaselli: "La nostra non è una chiusura a priori, ma è un tema delicato. Siamo sicuri che queste scelte aiutino davvero la natalità? E poi c'è una questione di età: tu conservi gli ovuli per fare poi a che età i figli? Siamo sicuri di volere madri di 50 o 60 anni? E' vero che oggi siamo tutti più giovani ma siamo certi che una donna a quella età riesca davvero a fare la madre? In linea di principio è un bene che la tecnologia aiuti le donne a fare figli e però prima di una decisione del genere ci sarebbe un amplio dibattito etico da fare".
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A Roma da sempre, anzi dal 1992, a eccezione di una parentesi di due anni a Perugia per studiare giornalismo. Una laurea in Economia. Prima del Foglio, ha scritto per OmniRoma, Agenzia Nova e il Tempo. Tende ad appassionarsi a troppe cose rispetto al tempo che una vita concede
