Tra Kyiv e Difesa, tornano i dubbi di Gori su Schlein e campo largo. Renzi lo aspetta

Il riformista dem s'interroga di nuovo sul futuro. L'ex premier intanto cerca ancora un candidato per le primarie e anche Picierno lo vorrebbe nel suo progetto politico

8 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 07:27
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 E’ il crocevia di Giorgio Gori, l’indeciso. Restare nel Pd o andare via? Picierno questa scelta l’ha già fatta e lo corteggia. Le sirene di Italia viva continuano a suonare. Matteo Renzi, non è un mistero, sarebbe contento di arruolarlo e lo accoglie intanto alle sue primarie delle idee. E non è un mistero neanche che l’ex sindaco di Bergamo, nel partito dell’ex premier avrebbe un ruolo di primo piano. Al punto che qualche tempo fa era considerato anche come come possibile frontman renziano ai gazebo del campo largo. 
C’è stato un momento in cui l’europarlamentare sembrava molto vicino a lasciare il Pd, in aperta polemica con certe posizioni del Nazareno. Kyiv è la linea rossa, ma restano fondamentali per Gori anche i temi della Difesa, dell’economia – la crescita, prima della redistribuzione – della sicurezza, su cui vorrebbe un partito più impegnato. Nelle scorse settimane Schlein ha cercato di ricucire. Ché dopo le uscite dal Pd di Picierno, Gualmini e Madia, il colpo sarebbe stato molto duro, non solo a livello di immagine ma anche perché Gori rappresenta un tramite con parte delle imprese del nord.
Quando a giugno gli eurodeputati dem hanno organizzato a Roma un convegno sulla competitività, Schlein (che ha chiuso l’iniziativa) si è intrattenuta a lungo con Gori, per sondarne le intenzioni e per rassicurarlo su certi temi. Le posizioni si sono riavvicinate, ancor di più dopo l’intervista di Schlein a questo giornale, quella in cui ha ribadito “convintamente” il supporto a Kyiv, anche con le armi. Qualche giorno più tardi, al Qn, Gori si è detto “orgogliosamente” dem, rispondendo sul suo futuro. L’uscita dal Pd sarebbe insomma un po’ più lontana ma l’apertura di credito verso il Nazareno, racconta chi lo conosce bene, non è incondizionata. Anzi si lega direttamente alle prossime mosse della segretaria, al peso che i riformisti potranno avere. Le ultime peripezie del campo largo, la risoluzione sulla Nec fin troppo contiana, hanno riportato a galla le perplessità, e il riformista lo ha segnalato pubblicamente.
D’altra parte Picierno, con il suo Spazio pubblico, continua a corteggiarlo, Renzi lo aspetta a braccia aperte: alle parole seguano i fatti, è il ragionamento di Gori, altrimenti l’uscita dal Pd potrebbe presto tornare attuale.