Politica
Estate e occupazioni •
La bilancia di Piantedosi: dopo Leonka e Spin Time ora tocca a Casa Pound?
Lo sgombero dell'occupazione di Via Napoleone III potrebbe essere la ciliegina sulla torta del suo mandato ministeriale all'insegna della "legalità" prima della staffetta al Viminale con Salvini in vista della campagna elettorale
8 AGO 26

Roberto Saviano, ognuno ne abbia l’opinione che preferisce, è un uomo a cui non manca l’intuito. Pochi giorni fa, a Roma, quando è arrivato davanti all’edificio di via Santa Croce in Gerusalemme 55, fino a pochi giorni fa sede di Spin Time – variopinta e multietnica occupazione dell’Esquilino, oggi, dopo un incendio, temporanea tendopoli urbana su strada, oggetto di solidarietà diffusa tra artisti, Chiesa e partiti del campo largo – ha detto: “Qui non è Casa Pound, ché è un'occupazione politica, qui invece è una società di famiglie, persone che per sopravvivenza hanno permesso a questo edificio di continuare a vivere”. L’occhio dello scrittore coglieva un dettaglio non affatto irrilevante, un legame invisibile che però, nei corridoi del Viminale e nella testa del ministro Matteo Piantedosi, ha la forma cristallina di una proporzione matematica: Spin Time sta alla sinistra, come Casa Pound sta alla destra. E così, ora che nonostante l’attivismo di Campidoglio e Vaticano, la trattativa tra il comune e la proprietà di Spin Time è naufragata, e l’occupazione sembra destinata a terminare, gli occupanti a lasciar le tende per trovare nuovi e temporanei alloggi tra immobili della Chiesa e alberghi rintracciati dalla prefettura, in tanti, anche a destra, hanno cominciato a domandarselo: e ora tocca a Casa Pound?
Per scherzo del destino l’occupazione dei fascisti del terzo millennio, si trova a poche centinaia di metri da qui, dall’altro lato della caldoscopica Piazza Vittorio, in un immobile sottratto al Demanio dal 2003.“Non so se si possono però affrontare così in parallelo due situazioni complicate a poca distanza, anche fisica, l’una dall’altra”, dice il consigliere capitolino della Lega Fabrizio Santori. Mentre Marco Perissa, deputato e coordinatore di FdI a Roma, è più netto “Non so se Piantedosi si stia muovendo in questo senso, ma ben venga: non c’è destra e non c’è sinistra che tenga, l’illegalità va sgomberata. Sempre. Vale anche per Casa Pound”. Parlando con il Foglio, da sinistra, concorda anche l’assessore alla Casa di Roma Capitale Tobia Zevi: “Sarebbe un segnale giusto”.
Di certo, alcuni mesi fa, era ottobre 2025, ospite alla Leopolda di Matteo Renzi, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi disse sibillino: “Quando arriverà il momento, anche Casa Pound sarà sgomberata. E quel momento si sta avvicinando. Noi non facciamo distinzioni: è nella lista della prefettura di Roma degli immobile da sgomberare, dunque verrà sgomberato”. Un dettaglio quest’ultimo che al ministro è notissimo. Per un motivo molto semplice. Fu proprio lui a inserire il palazzo di Via Napoleone III nell’elenco degli edifici da liberare quando era prefetto della capitale. A quei tempi, raccontò il ministro sempre durante l’intervista alla kermesse renziana, “per attenuare ogni polemica politica, usavo fare quasi sempre nello stesso giorno, passatemi l’espressione, uno ‘sgombero di destra’ e ‘uno sgombero di sinistra’”. Una prassi che si potrebbe ora ripetere? Ci sono diversi elementi suggestivi per pensarlo.
Il primo: anche l’anno scorso, Piantedosi e il Viminale scelsero l’estate, quando l’opinione pubblica e la bagarre mediatica si affievoliscono, per un altro sgombero simbolico: quello del Leoncavallo a Milano. Occupato dal 1994, è stato liberato il 21 agosto del 2025. Un anno il Leonka, un anno Casa Pound? Un giorno Spin Time, il successivo via Napoleone III? E’ questo il metodo Piantedosi?
Inoltre, se davvero come scriveva ieri Carmelo Caruso su queste colonne Piantedosi si prepara ad andare a guidare l’Autorità nazionale anticorruzione (l’11 settembre scade il mandato dell’attuale presidente Giovanni Busia), lasciando il ministero a Matteo Salvini in vista della campagna elettorale, allora per l’attuale inquilino del Viminale lo sgombero di Casa Pound potrebbe essere la ciliegina sulla torta di un mandato ministeriale che ha fatto del ripristino della legalità negli immobili occupati uno dei suoi tratti distintivi.
Gianluca De Rosa
Di più su questi argomenti
A Roma da sempre, anzi dal 1992, a eccezione di una parentesi di due anni a Perugia per studiare giornalismo. Una laurea in Economia. Prima del Foglio, ha scritto per OmniRoma, Agenzia Nova e il Tempo. Tende ad appassionarsi a troppe cose rispetto al tempo che una vita concede

