Politica
nel carroccio •
Il “partito” di Giorgetti
Il ministro dell'Economia partecipa alla riunione con i governatori della Lega (ma smentisce). Sapeva della fantasia dello statuto e del nuovo Partito Liberale Federalista Italiano

Giorgetti ha partecipato a una riunione, a Milano, venerdì scorso, con i governatori della Lega, ed era a conoscenza dello statuto del Plfi, il Partito Liberale Federalista Italiano. Giorgetti sapeva. Al Foglio, Giorgetti smentisce, ma c’è chi conferma la sua presenza. Lasciate perdere il nome, civetta, del partito, la fattibilità e la reale volontà di assemblare un nuovo soggetto. Sono segnali a Salvini, un modo per fargli capire che c’è l’idea di agire in caso di necessità, e che il malessere in Lega non è finito. Venerdì scorso si è tenuta la riunione, già calendarizzata, e tra le fantasie è planato, dopo, lo statuto. Attilio Fontana è l’hidalgo, ma dietro c’è anche Giorgetti.
Giorgetti ha usato ieri questa frase, in Aula, una frase che ha più significati: “Sono andato su Wikipedia e ho cercato cosa è una lega e ho letto che è una combinazione in soluzione o in miscela di due o più elementi, di cui almeno uno è un metallo” e “le leghe sono ideate solitamente per avere proprietà più desiderabili di quelle dei loro componenti”. La riunione a Milano, confermata, viene raccontata come una “riunione calendarizzata”, un appuntamento tra governatori, Fedriga, Fugatti, Fontana, Zaia, ma questa volta, a partecipare, c’era anche Giorgetti.
Il nome del partito, Plfi, non è altro che un prototipo, ma lo statuto è scritto da una mano esperta, conosciuta dalla Lega lombarda. In Lega si ritiene che qualsiasi operazione non può che essere fatta con l’avallo di Giorgetti e c’è chi tra i governatori lo spinge a guidare la svolta. Questo statuto è la risposta a quello cestinato da Salvini. E’ un dispositivo per mostrare che una parte della Lega sta studiando uscite di sicurezza. Gli uomini di Salvini dicono che è una fantasia” ed è probabile, ma è una fantasia di cui Giorgetti sapeva, lo stesso Giorgetti che ha fermato i fischi della base a Pontida, l’ultimo leghista, l’erede di Bossi insieme all’hidalgo Fontana.
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Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio
