Politica
effetto Vannacci? •
Meloni prova a salvare il Ferragosto e manda segnali sui migranti
In cdm arriva il nuovo sconto sul gasolio e nuove assunzioni per le operazioni di frontiera. "Porvvedimento da 245 milioni, abbiamo tagliato ai ministeri. Non saranno contenti", ammette Giorgetti. Meloni: "Fase complessa, cerchiamo di fare la nostra parte"
4 AGO 26

Il governo salva il Ferragosto. O meglio: ci prova. Arriva il provvedimento sui carburanti, un altro, durerà fino al 25 agosto: il cdm dà il via libera, proroga lo sconto di 17 centesimi sul gasolio che altrimenti sarebbe scaduto domani. Resta esclusa, per ora, la benzina e le opposizioni si scatenano: “Meloni ha tradito, ancora”. Si fa quel che si può a Palazzo Chigi, si fa di conto, sin dalla mattina: sono calcoli economici, certo. Ma anche politici, nella maggioranza e fuori. C’è Roberto Vannacci che incalza, cresce nei sondaggi, e oggi torna a Roma per infilarsi nelle contraddizioni del governo, dall’immigrazione all’energia. Che resta un grande problema, ma viene allontanato.
Il Consiglio dei ministri parte con oltre un’ora di ritardo, il menù è ricco e si porta dietro gli attriti tra alleati. La premier Giorgia Meloni prova a fare sintesi e prima del cdm riunisce i suoi vice, Matteo Salvini e Antonio Tajani. C’è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il problema delle coperture da trovare. Nel pomeriggio, poco prima del Consiglio a Palazzo Chigi, Salvini s’impunta, rilancia il suo cavallo di battaglia: extraprofitti. “Le risorse non vanno chieste ai fumatori o ai ragazzi che si bevono un cocktail, ma alle grandi banche italiane”. Giorgetti deve destreggiarsi tra le varie sensibilità, l’extragettito non fa miracoli, per una misura che alla fine vale circa 245 milioni. “Abbiamo tagliato un po di spese ai ministeri”, dice il titolare del Mef che non può nascondere i malumori dei ministri: “Non erano molto contenti ma poi vedremo”. Gli strascichi di vedranno forse più avanti, ma ieri bisogna dare un segnale. La coperta del resto è sempre corta. Lo ammette anche Giorgia Meloni: “Cerchiamo di fare la nostra parte per contenere gli effetti dei rincari, in una fase internazionale ancora molto complessa. Dal 25 agosto entrerà nuovamente in vigore il meccanismo delle accise mobili, che continueremo a monitorare con attenzione per valutare ogni eventuale ulteriore intervento”, scrive la premier sui social elencando i “diversi importanti provvedimenti”. Tra questi, c’è il via libera alla riorganizzazione della Corte dei conti, che farà ancora discutere. I giudici parlano subito di “compressione della nostra autonomia”, promettono battaglia. Arrivano assunzioni nella scuola – anche le misure sul riconoscimento facciale, che avevano provocato grandi tensioni tra forzisti e meloniani. In conferenza stampa si presenta il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, è il primo a parlare. Con lui ci sono anche i colleghi Paolo Zangrillo, Anna Maria Bernini e Alessandra Locatelli, oltre al viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. Musumeci annuncia lo stanziamento di 100 milioni di euro in seguito al terremoto, “essenzialmente nel comune di Pozzuoli”
E poi c’è di decreto Pa, del ministro Zangrillo, dal quale arriva anche un segnale sull’immigrazione: 500 assunzioni straordinarie, tra agenti e assistenti della Polizia di stato che andranno a potenziare i servizi di controllo alle frontiere e dei flussi migratori. “Alla luce di quello che sta succedendo nel mondo in questi giorni è un’importante iniezione di risorse a chi si occupa di queste dinamiche”, dice Zangrillo. Ed è un provvedimento che arriva nel giorno del vertice europeo dei ministri dell’Interno dopo la crisi di Ceuta, quello chiesto da Meloni, giocando di sponda con Copenaghen. Da qui passa anche l’argine a Vannacci, alla remigrazione e agli slogan dei futuristi. Matteo Piantedosi – che ha espresso solidarietà alla Spagna, dopo i botta e risposta di questi giorni – ha ribadito la necessità di una risposta comune europea. Dal Viminale avanzano la proposta di un sistema di incentivi per i paesi che collaborano ai rimpatri e poi la necessità di hub nei paesi terzi. Oggi alla Camera si vota il Dl giustizia e immigrazione, quello che recepisce le norme europee su migrazione e asilo. Per il governo è un altro tassello del suo progetto. Ma soprattutto sarà il giorno di Giorgetti, delle sue comunicazioni sulla clausola di flessibilità su economia e difesa, e della bagarre in aula. Da una parte il centrosinistra, che dovrebbe questa volta presentarsi unito. Dall’altra Vannacci, l’opposizione da destra. La spina di Meloni.
