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Da no Euro a garante dei mercati: Alberto Bagnai è nel collegio dell’Agcm
L'incarico del leghista è una buona notizia per il Carroccio, che può tirare un sospiro di sollievo in una delle sue estati politicamente più difficili. Il prossimo obiettivo all’orizzonte è l’Anac

Foto ANSA
Alberto Bagnai ai vertici dell’Antitrust. E l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione? Domani si penserà anche a quello. Un pezzo alla volta, la Lega cerca di far fronte a un’estate politicamente difficile blindando nomine istituzionali di spicco: la notizia del giorno è l’insediamento del deputato fiorentino nel collegio dell’Agcm, annunciata da Claudio Borghi – e chi se no –, suo compagno di mille battaglie euroscettiche tra le file del Carroccio. “Da oggi siamo tutti più sicuri e la crescita economica del nostro Paese avrà l’appoggio e il giudizio di una competenza unica”, la benedizione del collega. Anche Salvini può tirare un sospiro di sollievo.
La figura di Bagnai per un ruolo di questo tipo fa riflettere: professore universitario di Politica economica, post-keynesiano in teoria, contrario alla moneta unica in pratica. Che l’autore de “Il tramonto dell’euro” diventi un dirigente della vigilanza sui mercati e sulla concorrenza è un tema non banale – in ballo ci sono dossier cruciali e molto attuali, dalle autostrade ai balneari. Insieme a Borghi rappresenta da sempre l’ala più antisistema della nuova Lega: lontana dal metodo Giorgetti, lontana dal governismo e dall’europeismo dei territori invocati da Zaia e Fedriga. In passato Bagnai si era definito “populista di sinistra”, quando ancora scriveva editoriali per il Fatto quotidiano. La svolta sovranista è stata una naturale evoluzione, culminata nel 2018 quando Salvini candidò lui e Borghi in Parlamento “contro le elite finanziarie responsabili della crisi”. Nel 2020 il primo succede al secondo come responsabile del dipartimento Economia del Carroccio, tra battaglie anti-Mes e opposizione a oltranza a Bruxelles, fino alla bocciatura del Pnrr ribadita in questi ultimi mesi. Se Borghi è l’elemento più social-mediatico e istrionico della coppia, il professore è più austero e defilato. E se Maroni suonava il sax, Bagnai è diplomato in clavicembalo. Altra musica, in ogni caso.
Entrando nel collegio dell’Agcm per i prossimi sette anni, Bagnai lascia vacante il suo seggio alla Camera (collegio uninominale Abruzzo). E la Lega piazza un’altra bandierina importante a pochi giorni di distanza da altre nomine di rilievo, tra Consiglio superiore dei lavori pubblici e partecipate del gruppo Ferrovie. Il prossimo obiettivo all’orizzonte è l’Anac, che Salvini, da ministro delle Infrastrutture, vorrebbe in mani amiche dopo gli attriti dell’ultima presidenza: fonti interne al partito spiegano che è ancora presto per il totonomi, ma si confida di trovare un profilo gradito a Via Bellerio. Intanto si festeggia per Bagnai. E visti i tempi che corrono, non è affatto poco.