La lezione di Crosetto ai vannacciani sull'Ucraina: le armi a Kyiv come la medicina a un malato: "Le permettono di sopravvivere"

Con una metafora medica il ministro della Difesa smonta la propaganda di Futuro nazionale sulle armi: "Dire che smettere di aiutare l'Ucraina fa terminare il conflitto è come dire che se non curo un malato in ospedale libero prima un letto. Allo stesso modo se non l'aiutiamo l'Ucraina scompare. Non è così che si risolvono i problemi"

28 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 12:00
 "Da tempo sento dire che aiutare l'Ucraina significa aumentare i tempi del conflitto. Io non ho mai sentito in ospedale qualcuno dire che fare una trasfusione o dare una medicina significa aumentare i tempi della malattia. Certo, se non li curiamo muoiono e liberiamo il letto prima. Se non aiutiamo l'Ucraina scompare e ci togliamo un problema". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso del seguito dell'audizione sugli esiti del vertice Nato di Ankara davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato assieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani. Crosetto replicava in particolare all'intervento sulle armi all'Ucraina del parlamentare vannacciano (ex Lega e FI) Davide Bergamini che riproponeva il solito ritornello dei pacifisti che non disdegnano il Cremlino: senza aiuti a Kyiv si aprirebbero ampli spazi per un'iniziativa diplomatica.
"Io - ha aggiunto Crosetto - non affronto così i problemi di politica internazionale e me ne scuso, ma l'aiuto all'Ucraina è come la medicina a un malato, che è quello che l'ha aiutato a sopravvivere finora - ha aggiunto - Il governo su questo è stato chiaro fin dall'inizio e continua a essere chiaro. Mi pare che continuiamo a farlo, abbiamo fatto 13 pacchetti di aiuti e abbiamo sostenuto sempre la stessa posizione".