Renzi: “Per evitare Meloni al Colle, tollero Appendino. Le preferenze passeranno nonostante Ciccio Tajani"

Parla l'ex premier: "Paragonarmi a Delmastro? E' da querela. Il governo ha fallito su tutto, dalla sicurezza alla cultura. A proposito della Biennale, sto con Buttafuoco: Giuli lo odia"

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Roma. “Viviamo una stagione inquieta e difficile. La tregua in Ucraina sembra molto più lontana di qualche mese fa. Le nuove tensioni intorno allo Stretto di Hormuz rischiano di far schizzare ulteriormente i prezzi di energia e cibo. Eppure il dibattito politico italiano sembra terribilmente meschino”. Presidente Matteo Renzi, da giorni la chiamano “il dio dell’inganno”, “l’irrilevante”. E, come sa, non sono i meloniani ma i Cinque stelle. Patuanelli e Appendino. “Ecco appunto. Il mondo brucia e noi parliamo di Chiara Appendino. Qui c’è un governo che non sta facendo il bene dell’Italia. C’è un governo fallimentare che però può rivincere se la sinistra va divisa alle elezioni”. 
Il Movimento non ci arriva? “Guardi, pur di non avere Meloni al Quirinale, Vannacci a Chigi e Salvini al Viminale io sono disponibile a fare un esercizio di santa pazienza ed evitare di ricordare ad Appendino tutto quello che lei ha fatto in questi anni. A cominciare dall’alleanza giallo-verde. Appendino che da condannata ha problemi con la ricandidatura non mi interessa. Meloni che vuole andare al Quirinale sì. Però c’è una cosa che voglio dire con franchezza”. Prego. “Ecco, io non ho alcuna voglia di andare in Parlamento con i voti dei 5s. Io ho già detto che se ci sarà la coalizione, e vinceremo, io rinuncio a entrare nei nomi blindati del premio. Non voglio stare in Parlamento grazie a Schlein o Conte. Io, se entro, ci entro con le mie idee, non con il loro seggio blindato. Spero che questa considerazione faccia chiarezza e, se mi permette, anche giustizia rispetto a tutte le polemiche infami che mi hanno lanciato dietro”. Quali polemiche? “Renzi rinuncia alle proprie idee per un seggio blindato, dicevano. Spiegheremo a questi scienziati del nulla che Renzi rinuncia al seggio blindato, non alle idee. E già nel libro Quando c’era lei, che esce a settembre, ci saranno molti pensieri che porteremo al tavolo della coalizione”. Vuole infondere il riformismo nei Cinque stelle? Vasto programma. “Nel campo largo ci sono Appendino, Salis, Bonelli. Il campo largo è fatto da Pd, M5s e Avs. Se vogliono andare da soli, auguri. Se vogliono vincere, devono allearsi con i riformisti, che sono diversi dal campo largo”.
Schlein, su queste pagine, ha spalancato, le porte al centro. “Ha fatto bene. Conosce la politica e prima ancora la matematica. Io vorrei vincere. Quanto ai centristi: noi come Italia Viva-Casa Riformista abbiamo le firme, le risorse, una struttura organizzativa e una serie di risultati importanti alle regionali. Ci siamo. Siamo disponibili a mettere questa struttura a disposizione anche di altre forze. Ma una coalizione non è una caserma, ognuno deve essere e sentirsi libero. Sulla lista i cittadini ci troveranno come lista di centrosinistra riformista e garantista alternativa a Meloni cui abbiamo fatto un’opposizione durissima in questi anni”. Va bene. Schlein, comunque, ha aperto anche a Calenda. “Calenda... Quelli che lui ha fatto eleggere di destra sono già tornati a destra, da Costa a Gelmini, da Carfagna a Versace, da De Monte a Castiglione. Stanno tutti in FI o con Lupi. Quelli di sinistra non accetteranno di suicidarsi al centro da soli e dunque torneranno a casa. Ma Calenda è fatto così: l’ultima sera cambia idea. Se lo ricorda ancora il povero Enrico Letta, baciato in pubblico e gabbato in privato. L’ultima sera chiederà di entrare nel centrosinistra”. Quanto a i riformisti dem? La segretaria ha accarezzato anche loro.,, “Il Pd è un partito ricco di riformisti, magari non sempre super coraggiosi ma in molti casi super riformisti. Spero passi l’emendamento sulle preferenze. Aiuterà noi e loro. Intanto, ho apprezzato l’intervista di Elly al direttore Cerasa”.
Passiamo all’altra parte. Lei, giovedì, ha attaccato Salvini. Nel frattempo, passava la cosiddetta norma anti-maranza. Cosa ne pensa? “Penso che il governo stia impazzendo dietro alle notizie. Per ogni fatto di cronaca, un decreto o un ddl. Davanti alla crisi sociale, culturale, educativa l’unica risposta che Meloni conosce è quella che funziona su Twitter. Comunque, prima dicono che la sicurezza è sotto controllo grazie a Piantedosi, poi che c’è un’emergenza sicurezza e dunque vogliono mettere al Viminale Salvini. Sono quanto meno contraddittori”. Salvini ha fallito? “Hanno fallito su tutto, dagli stipendi alle carceri. Ancora ieri il procuratore di Palermo ha detto una cosa enorme: nelle carceri non comanda più lo stato ma le associazioni criminali. Si rende conto di che cosa significa? In questi anni Delmastro ha aperto le bisteccherie e si è fatto una milizia privata con la penitenziaria. Ma nel frattempo lo stato ha perso il controllo delle prigioni. Folle!”. A proposito di Delmastro, in molti in FdI accostano la vicenda del meloniano al Pd che negò l’accesso alle sue chat. Cosa risponde? “Che non hai bisogno delle chat per capire quello che ha fatto Delmastro. Io, poi, ho sempre detto che avrei messo a disposizione le chat. Non avevamo nulla da temere. Ma pretendevo che ci fosse una formale richiesta che il pm non volle fare, violando la Costituzione. Paragonare uno come lui, e tutto quello che ha fatto da Biella alla bisteccheria fino alle confidenze con Donzelli, a uno come me è roba da querela. Ma voglio essere buono: fa molto caldo, diamo la colpa all’afa”.
Lei vuole le preferenze. Pensa che Marina Berlusconi boicotterà il Melonellum? “No. Passerà. Se Marina si mette di traverso, Meloni potrebbe allearsi da subito con Vannacci e la Lega e mollare Ciccio Tajani e i suoi compari al loro destino”. Ciccio Tajani? “Sì. Già me li vedo piagnucolare chiedendo il perdono di Giorgia. La verità è che secondo me FI molla sulla legge elettorale. Anche sulle preferenze sul modello Italicum. E anche la legge anti-cespugli sarà cambiata: dal 3 per cento torneranno all’1 del Rosatellum o al massimo al 2. Ma anche questa richiesta di FI sarà stralciata, vedrete”. Un’ultima domanda. Oltre ai Trasporti, neppure la Cultura se la passa bene. L’Ue ha tolto due milioni alla Biennale. “Voglio mandare un abbraccio a Buttafuoco”. Sì, ma la Rai gli ha tolto il programma. Qualcuno ha parlato di RadioFazzolari. Lei cosa ne pensa? “Il punto è che Giuli lo odia. E questo è un altro motivo per stimarlo tanto. Vede, questo paese tornerà a essere un paese normale solo quando Giuli ritornerà nel bosco con il flauto a suonare inni al dio Pan. Perché quello è il suo habitat naturale, non il Collegio romano”.