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Parla Mussolini (Caio): "Io censurato da Amazon per i miei libri di storia. Mi difende solo Vannacci"
Caio Giulio Cesare Mussolini ha scritto "L'altra storia, per fare chiarezza sulla narrazione dominante attorno a un ventennio complesso. Fino a giugno era un bestseller, ora Kdp mi ha cancellato l'account: Futuro nazionale è l'unico che mi difende in Parlamento". Intervista

"È vero, in qualche modo Amazon ha aiutato la popolarità di Vannacci. La stessa Amazon invece mi ha censurato. Ma restiamo l'uno lettore dell'altro", dice Caio Giulio Cesare Mussolini. Pronipote di, ex ufficiale di Marina. Qualche anno fa tentò una fugace esperienza elettorale con FdI, oggi scrive. Mica romanzi rosa: "Mussolini e il fascismo. L'altra storia". Opera in tre volumi. "Fino a fine giugno era un bestseller", sostiene l'autore. "Le vendite scorrevano, i miei titoli erano sempre in cima alle classifiche di storiografia. Poi il 30 mi viene chiuso coattivamente l'account Kindle direct publishing (Kdp), la piattaforma con cui Amazon consente l'autopubblicazione", come avevamo raccontato sul Foglio. "Da allora ho ricevuto soltanto motivazioni risibili e pretestuose. Dicono che non mi sono attenuto alle loro norme: non saprei nemmeno quali. Secondo me "L'altra storia" dà fastidio a qualcuno".
Mussolini autore scomodo, insomma. In effetti non ha scelto di giocare a pallone. "Per carità, lasciate stare Romano - difensore della Lazio, ndr - che già in tanti lo attaccano soltanto per il cognome che porta. Al ragazzo la storia e la politica non interessano". A lei però sì. "Certo. E infatti ho prestato un'attenzione supplementare nello svolgere questo lavoro: sono libri basati sulla ricerca storica, selezionando le fonti e citando i più autorevoli profili italiani e stranieri. Per esempio Renzo De Felice, che smentisce il fatto che Mussolini fosse antisemita. Il problema è che la storia, quella mistificata nelle scuole, la scrivono i vincitori. Ma è possibile che su Amazon sia in vendita perfino il Mein Kampf?" Forse la differenza è che gli scritti di Hitler, per quanto abominevoli, riflettevano i pensieri e l'ideologia dell'individuo. Caio Mussolini invece si propone di ricostruire i fatti con rigore, arrivando a rovesciare i contenuti di un'epoca. "Un'epoca offuscata dalla narrazione dominante", ribatte lui. "I violenti erano i rossi. Le principali raccolte di norme italiane odierne derivano da quel periodo. Le leggi razziali sono state un errore, ma i rastrellamenti li hanno fatti i fascisti. E il fascismo, che è morto con Benito nel 1945, non era affatto un regime liberticida".
Il cognome qui è l'ultima delle questioni. "Matteotti è stato ucciso dai fascisti tanto quanto il deputato Casalini dai comunisti". Lo squadrismo sistematico sullo stesso piano di un carpentiere isolato? E poi il pensiero unico, i licenziamenti per i lavoratori non iscritti al Pnf. "Non mi risulta. E va anche restituita la giusta dimensione alla marcia su Roma: i fascisti avevano bisogno di un mito fondatore, gli altri denunciano l'attacco alla democrazia quando invece tutto avvenne nella più totale connivenza dell'esercito reale". Anche Monicelli, in uno dei suoi film, diceva che era stata una pagliacciata, la marcia. Il problema è che riuscì. "Sapete qual è il vero problema? Che oggi una multinazionale straniera possa agire così: in questi giorni è stata depositata un'interrogazione parlamentare soltanto da parte del deputato Pozzolo". L'assist di Futuro nazionale. Ancora. "Con Vannacci ci conosciamo bene. Lui con Amazon non ha avuto problemi perché scrive delle banalità, in senso buono: dovrebbe essere scontato battersi per il futuro degli italiani, contro la decadenza socioeconomica e l'invasione di stranieri. Chi rifiuta il dibattito è sempre la sinistra: senza l'ossessione del fascismo si sente perduta. Ho scritto sul ventennio proprio per fare chiarezza, poi non se ne parli più". Invece si continuerà a farlo: benedetta democrazia.