Sharon Stone sistema la cravatta a Gualtieri. Vittoria assicurata

E’ il 14 luglio scorso quando, durante l’Assemblea globale dei premi Nobel sull’Intelligenza artificiale, la superba sessantottenne si slancia nell’intelligenza più naturale. Si avvicina al sindaco – non col tubino bianco ma nerovestita – e lo guarda... Bevono una spremuta. “Lasci che le sistemi la cravatta…”. Un colpaccio per il sindaco-influencer 

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Immagine di Sharon Stone sistema la cravatta a Gualtieri. Vittoria assicurata
Roma. Si avvicina, sorride, poi gli mette le mani addosso. Nel senso che gli sistema la cravatta, naturalmente. Con quel suo basic instinct di ammaliare il maschio. E non importa che il maschio sia, in questo caso, il nostro sindaco – il sindaco di Roma Roberto Gualtieri che vede la donna da una “prospettiva di genere”, che sostiene Elly o della leadership femminista. Non importa. Perché quello di Sharon Stone è stato un gesto antico – anzi archetipico – durato una frazione di attimi. Una carezza passata agli annali al punto che in Campidoglio è mancato il fiato. E per pochi istanti – pur con Romano Prodi a pochissimi passi – sono rimasti soltanto lui e lei. Soltanto Roberto e Sharon. À la Verdone: soltanto n’omo, soltanto na donna.
Ed eccola allora Sharon Stone in un video inedito che chissà perché ci ritroviamo sul cellulare. Ecco la diva materna ma assai sensuale – appunto, archetipica – in un pomeriggio d’estate a Roma.
E’ il 14 luglio scorso quando, durante l’Assemblea globale dei premi Nobel sull’Intelligenza artificiale, la superba sessantottenne si slancia nell’intelligenza più naturale. La sua. Sicché si avvicina al sindaco – non col tubino bianco ma nerovestita – e lo guarda. “Ma che bella giornata”, gli dice. “Piacere di conoscerla”. “Il piacere è mio”, lui. “Ma che giornata assolata!”. Bevono una spremuta. “Lasci che le sistemi la cravatta…”. Gualtieri lascia fare e ancor prima che accenni alcunché, le mani arrivano al nodo e lo rimettono in asse.
Lui sorride – alla Camera, intanto, si scorticano sulle preferenze – e poi tornano, insieme, dagli altri. Due veri amici. Un vero colpaccio. O se non altro un video bellissimo per il sindaco che sui social non ha i milioni di seguaci di lei ma già ne vanta duecentomila. Il sindaco Gualtieri che – così raccontano – il clippino non era sicuro di pubblicare benché sia più bello dei post in metro (e lei sia quasi più bella di Catherine Tramell).
Non era sicuro, ma ecco: con una testimonial così – e con un tocco taumaturgico hollywoodiano – come si fa, adesso, a non vincere le elezioni? Impossibile. La strada, del resto, era già spianata. E ci mancava soltanto lei. La dea dell’istinto che endorsa (e ammalia) ben più di Elly.
E a destra? Dolori. In attesa di un avversario, però, siamo certi che i patrioti troveranno il modo di rispondere, magari con Valeria Marini o una nipote d’Italia, all’imperio materno di Sharon Stone.