L’asse Avs-M5s contro il riarmo preoccupa il Pd. Il bivio di Schlein

Gli alleati rilanciano la battaglia pacifista, con toni e argomenti che i dem non possono, o non vogliono, utilizzare. Per la segretaria un problema in più e la competizione per la leadership potrebbe accentuare le differenze. Il 5 giugno Giorgetti in aula per le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia, per difesa ed energia
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Elly Schlein, dice e non dice. E’ contraria al riarmo, all’aumento delle spese Nato, ma non può spingersi fin dove arrivano i suoi alleati. Per M5s e Avs è una questione sempre più centrale: rilanciano, alzano il volume, tra interrogazioni e iniziative.
C’è una data che potrebbe mettere di nuovo alla prova il campo largo, e ancor di più gli equilibri del Pd: il 5 agosto. A Montecitorio sono in programma le comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il tema? Le clausole di salvaguardia nazionale: il primo passaggio per accedere alla flessibilità europea, si parla di 14 miliardi di euro (lo 0,3 per cento del pil) da utilizzare, dividere, per energia e armi. Occorre il via libera delle camere, il mandato al governo, si voteranno le risoluzioni. E se la maggioranza se la caverà con un documento unitario, nell’opposizione il quadro potrebbe essere più complicato. Nel Pd è noto, al netto della volontà di Schlein, convivono varie sensibilità sulla difesa. Avs e M5s invece tirano dritti, condividono pressoché la stessa linea: contraria a qualsiasi aumento della spesa militare, in ambito Nato ma anche quando si parla di Safe. Ieri se n’è avuto un altro assaggio. Nicola Fratoianni lo ha ricordato durante il question time, incalzando Giorgetti “sul folle riarmo”, che per il leader di Avs vuol dire meno sanità, taglio della spesa sociale. E allora, citando De Andrè: “Bisogna andare in direzione ostinata e contraria”. Poco dopo anche i colleghi del M5s sono andati all’attacco del governo che “ha affossato sanità, istruzione e crescita” ma vuole aumentare gli investimenti in difesa (una necessità ribadita già in mattinata – davanti alle Commissioni riunite di Esteri e Difesa – dai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, che intanto prenota la sua quota per la prossima legge di bilancio: “Il 3,5 per cento del pil nel 2035? Una scelta di responsabilità nazionale”). A poco sono valse le rassicurazioni del titolare del Mef, che sul Safe prende ancora tempo e sullo scostamento per la difesa rimette la palla al Parlamento: sia Avs che M5s continueranno a spingere sul tema, con toni che rischiano anche di creare qualche imbarazzo dalle parti del Nazareno: i dem si muovono su posizioni un po’ più timide (e a Giorgetti ieri il Pd ha chiesto dei ritardi sul Fondo di solidarietà comunale). Non solo: quando a inizio agosto si discuterà in Aula, Schlein dovrà anche tener conto delle varie anime del suo partito, dove si va dall’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini, con riformisti a seguito, convinto che serva investire per la Difesa, fino a Giuseppe Provenzano, che nei giorni scorsi ha aperto sul Safe e criticato le parole dell’alleato-rivale Conte, la “non minaccia russa”. Parole che neppure Schlein ha gradito, spiegando la sua contrarierà al riarmo con altri argomenti. Avs e M5s hanno già fatto capire che non sosteranno lo scostamento di bilancio, ma tra i dem potrebbe aprirsi un’altra discussione interna – se non un nuovo caso a sinistra, come sperano nella maggioranza. Dopo l’estate inoltre il M5s organizzerà a Palermo un’altra tappa del tour contro il riarmo (la prima si è tenuta a Ostia). Saranno i giorni in cui si discuterà sul programma e poi sulla leadership: il sospetto tra i dem è che la campagna pacifista di Conte possa far passare l’idea di un Pd belligerante, favorevole al sostegno militare a Kyiv. Oggi alla Camera verrà presentato il rapporto Milex sulle spese militari. La conferenza l’ha organizzata la dem Laura Boldrini, ma ci saranno anche Fratoianni e il 5s Licheri. Per ora Schlein si è tenuta alla larga dai toni degli alleati, di Conte. Ma a settembre la competizioni entrerà nel vivo, forse con le primarie. Sarà il banco di prova: inseguire o differenziarsi? E’ il bivio della segretaria.