"Robe da galera". FdI continua l’assalto a Conte sul Covid. La sponda di Vannacci

Oggi Bignami sarà audito nella Commissione d'inchiesta, tra qualche giorno toccherà all'ex premier: "Da Conte una sceneggiatura pirandelliana”. I meloniani insistono sul reintegro dei medici di No vax e Gasperini, l'ideologo di Fn, dice: "E' ora di riammeterli. Contrari alla dittatura sanitaria, a quanto visto con Conte e Draghi"

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Roma. I Fratelli si preparano a puntare Giuseppe Conte, un’altra offensiva sulla gestione della pandemia. L’ex premier sarà ascoltato, salvo cambi di programma, il prossimo 4 agosto. Ma FdI, che settimana scorsa ha rilanciato il reintegro dei medici No vax, si porta avanti. E trova anche la sponda dei vannacciani, dell’ideologo Lorenzo Gasperini.
Oggi nella Commissione d’inchiesta sul Covid che i meloniani hanno fortemente voluto – e in cui pare che gli alleati siano molto meno partecipi – sarà audito Galeazzo Bignami. Ma l’antipasto di quelli che potrebbero essere i prossimi giorni si è avuto già nel fine settimana, nel corso di una iniziativa meloniana vicino Vicenza. Ripercorrendo la vicenda Covid, l’appalto sulle mascherine da oltre un miliardo di euro che da Via della Scrofa contestano a Conte, il capogruppo Bignami – spalleggiato sul palco da un altro colonnello di FdI, Giovanni Donzelli – ha quasi invocato il carcere per l’ex premier. L’operato di Conte? “Roba che se l’avesse fatto chiunque in questa piazza, lo portavano direttamente in galera”. E’ un attacco che va avanti da settimane, una campagna condotta di sponda con i giornali più vicini alla destra di governo e che continuerà nei prossimi giorni, perché “Conte – ripetono gli esponenti di FdI – deve spiegare cosa ha fatto con i soldi degli italiani”. E’ un tema ormai identitario per i meloniani: più di tutti hanno voluto la commissione d’inchiesta che tuttavia non si occupa di quanto accaduto nelle regioni, nonostante ai tempi della pandemia abbiano avuto un ruolo centrale. Anche per questo l’organismo bicamerale viene considerato dalle opposizioni “una clava politica”, tanto più dopo che il dem Francesco Boccia, attraverso una interrogazione parlamentare, aveva fatto emergere incongruenze e legami tra il partito di Giorgia Meloni e Dario Bianchi, uno degli accusatori dell’ex premier Conte. Bianchi era un frequentatore delle feste di Atreju ma anche il titolare di una impresa che nel 2025 ha incassato oltre 100 milioni dal governo, attraverso una transazione che faceva seguito a un sentenza di primo grado, per un appalto mancato proprio sulle mascherine.  Inoltre l’imprenditore titolare della Jc eletronics, seppure ascoltato in commissione Covid, non aveva mai parlato della transazione economica.
Nell’audizione di questa mattina Bignami parlerà del piano pandemico, del ruolo di Domenico Arcuri, dei verbali della task force che si è occupata dell’emergenza e che sono stati pubblicati dopo un ricorso dello stesso capogruppo al Tar. I meloniani torneranno insomma alla carica. Per essere audito Bignami, che era membro della commissione, si è dimesso. Chiedendo a Conte di fare altrettanto per essere interrogato dai commissari. “Ma non si è ancora dimesso. E’ una sceneggiatura pirandelliana”. L’ex premier sta scappando? “Se non è una fuga ci assomiglia molto”, risponde il capogruppo al Foglio, confermando l’intenzione da parte dei Fratelli di andare avanti in questa battaglia. “Ma non è che non molliamo su Conte – assicura – vogliamo fare emergere tutta la verità su quella stagione”. E magari facilitare il reintegro dei medici No vax radiati, attraverso un emendamento (a prima firma Buonguerrieri, con il via libera del sottosegretario Gemmato) al Ddl delega sulla riforma delle professioni sanitarie. Per l’ex ministra della salute Beatrice Lorenzin, “è una scelta grave”, non solo nel merito. “Se passa il principio che il Parlamento possa riscrivere gli effetti delle decisioni disciplinari degli Ordini professionali, si apre una pericolosa stagione di interferenze politiche sulla medicina e sulla scienza”. La dem ha presentato un’interrogazione urgente al ministro Orazio Schillaci.
Ma nel frattempo i meloniani trovano terreno fertile dalle parti del generale Roberto Vannacci, con cui negli ultimi giorni sembrano aprirsi sempre più canali di dialogo, su vari temi. Adesso anche sul Covid, come spiega al Foglio Lorenzo Gasperini. “Fn è assolutamente contraria alla dittatura sanitaria e a quanto visto con i governi Conte II e Draghi. Siamo contrari all’imposizione da parte delle autorità di qualsivoglia trattamento medico sperimentale. Infine – incalza l’ideologo dei futuristi – sarebbe ora di reintegrare i medici radiati per motivi totalmente ideologici. La scienza va avanti attraverso un libero dibattito per cui non ci devono essere radiazioni nei confronti di chi la pensa diversamente dagli altri”.