Politica
il colloquio •
Turco (M5s) accelera: “Pronti alle primarie. Tocca a noi. Il leader va individuato presto”
Il vicepresidente del Movimento, vicino a Conte: "Al di là del sistema di voto, dobbiamo decidere con largo anticipo chi guida l'opposizione. Abbiamo già una base programmatica. Tra legge elettorale e autonomia un'inaccettabile scambio consumato sulla pelle degli italiani"
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Le primarie? “Noi siamo pronti. Tocca a noi”, assicura il senatore Mario Turco. “Sono state le altre forze progressiste a proporre questo metodo per scegliere la leadership, noi abbiamo aderito. Se ci sono altri criteri, come quelli adottati alle regionali, siamo disponibili a discuterne. Chi guiderà la coalizione va individuato per tempo, al di là del sistema di voto”. Il vicepresidente del M5s, tra i più stretti collaboratori di Conte, parla al Foglio subito dopo il via libera da parte del Senato alle pre intese sull’autonomia, il provvedimento tanto caro a Matteo Salvini. Poco prima a Montecitorio era arrivato il primo ok alla legge elettorale voluta da Meloni. Turco non ha dubbi: “E’ uno scambio politico inaccettabile”.
Il vicepresidente del M5s risponde al Foglio durante una pausa dei lavori del Senato. E ribadisce: “E’ uno scambio inaccettabile, e lo abbiamo denunciato subito in Aula. La coincidenza tra i due provvedimenti dimostra che c’è stato uno scambio tra Lega e FdI. E’ l’ennesima prova dell’incapacità di Meloni di governare”. La premier temeva nuove tensioni nella sua maggioranza? “Non è un caso che queste leggi arrivino dopo che oltre 30 parlamentari di centrodestra non hanno votato la proposta di FdI sulle preferenze. Uno scambio consumato sulla pelle degli italiani. L’autonomia differenziata penalizzerà non solo il Mezzogiorno, ma anche le aree più fragili del nord: è una vera legge spacca Italia, in contrasto con la Costituzione”.
Eppure, proprio in questo senso, i due provvedimenti approvati ieri dalle due Camere, potrebbero rafforzare il fonte delle opposizione. Un nuovo collante? “Con il presidente Conte abbiamo lanciato un’alleanza per difendere la Costituzione. Le evidenti forzature su legge elettorale ed autonomia renderanno ancora più solida la coalizione progressista”. I nodi a sinistra però restano, mentre il tavolo del programma è rimandato a dopo l’estate. “Noi siamo pronti, anche se Meloni dovesse cadere domani. E’ ormai evidente che non è più in grado di governare, per questo chiediamo che lasci Palazzo Chigi”. Ma non sarebbe il caso di dare un segnale, di accelerare sulle proposte comuni? “Una base programmatica esiste, sono quattro anni – spiega Turco – che lavoriamo con le opposizioni su tanti temi, dall’economia alla fiscalità, fino alle imprese al welfare e alle pensioni. Mentre la maggioranza perde tempo con legge elettorale e ignora le vere emergenze del paese. E adesso rincorre perfino Vannacci, con cui FdI ormai marcia fianco a fianco”. A destra tuttavia la leadership è decisa. Nell’opposizione ancora no. Saranno le primarie a stabilirla? “Siamo disponibili”, risponde Turco. “Sono state le altre forze progressiste a proporle e noi abbiamo aderito. Esistono anche modelli già sperimentati con successo, come in Campania, Puglia e Sardegna. In ogni caso, la guida della coalizione va decisa con largo anticipo, indipendentemente dalla legge elettorale con cui si voterà”. Se è vero che la maggioranza è in difficoltà, è necessario anche uno slancio da parte dell’opposizione. E una formula che vada a bene tutti: doppio turno, gazebo, voto digitale. Avete preferenze? “Oggi ci sono due leader autorevoli, Schlein e Conte. Qualunque sia la formula, dovrà individuare non solo chi ha più possibilità di vincere, ma soprattutto chi è davvero in grado di governare”. Per Turco quel profilo è quello dell’ex presidente del Consiglio M5s. “La critica più forte che rivolgiamo a Meloni è la sua incapacità di governare. E’ ferma, occupata solo a gestire il potere mentre i problemi degli italiani restano irrisolti. Noi – conclude Turco – non possiamo permetterci di fare lo stesso errore”.
