Pina Picierno lancia l'asse europeista con Calenda. "Ma non è un cartello"

Spiata dai servizi russi su Signal, la vicepresidente del Parlamento Ue e fondatrice del movimento Spazio Pubblico dopo l'uscita dal Pd, risponde con i fatti: l'ingresso di "Adesso!" Italia in Spazio Pubblico, la seconda conferenza di Ventotene per la libertà e la democrazia, e i due eventi a Caserta ed Ercolano che sigleranno la partnership con Azione (e non solo): "Non l’ennesimo assemblaggio elettorale"

15 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 05:48
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Roma. Spiata dai servizi russi su Signal: ieri la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, e fondatrice del movimento Spazio Pubblico dopo l’uscita dal Pd, di fronte alla notizia dell’(ennesimo) atto di un collettivo di hacker legati a Mosca, non si è stupita, ma ha rinforzato la convinzione che la porta a spronare dall’esterno il campo largo (chiamato su La7 “campo Lavrov”). E risponde agli spioni con i fatti, Picierno, cioè con una serie di eventi che culmineranno, tra il 10 e il 12 settembre, con la seconda edizione della Conferenza di Ventotene per la libertà e la democrazia, passando per due comuni piazze europeiste a Caserta ed Ercolano con il leader di Azione Carlo Calenda (il 21 luglio) e per l’adesione a Spazio Pubblico di “Adesso!” Italia, movimento che punta “a far ripartire l’ascensore sociale”, con una conferenza stampa al Gam di Milano domani. Intanto, e tanto più visti i continui attacchi ibridi contro questo o quel paese europeo, Picierno rilancia: “Parto proprio dall’appuntamento di Ventotene – non un luogo della memoria immobile, ma uno spazio dal quale pensare e organizzare la libertà – visto che oggi l’Europa è sotto pressione dall’esterno, per l’aggressività delle autocrazie, e dall’interno, per la crescita di forze che contestano lo stato di diritto, relativizzano le dittature e mettono in discussione il valore stesso della democrazia liberale”. Sull’isola pontina si vedranno quindi dissidenti, attivisti, intellettuali e rappresentanti delle istituzioni provenienti da esperienze molto diverse: “Dalla resistenza russa e bielorussa alla lotta ucraina, dall’opposizione venezuelana alla resistenza antitalebana afghana, fino ai gruppi che vivono sulla propria pelle la crisi democratica georgiana. Vogliamo mostrare che la battaglia contro le autocrazie è una sola, anche quando attraversa continenti e storie differenti”, dice Picierno, puntando al “consolidamento di un network tra chi, pur combattendo regimi diversi, utilizza lo stesso linguaggio della libertà e affronta spesso gli stessi strumenti di repressione: carcere, propaganda, violenza, censura e persecuzione”. Una “comunità di freedom fighters” da trasformare in rete stabile. Picierno lo chiama “network globale dei liberi e forti, donne e uomini che non chiedono all’Europa soltanto protezione, ma le domandano di essere coerente con la propria storia. L’Europa deve tornare a essere un punto di riferimento per chi lotta contro le dittature, non limitandosi alle dichiarazioni di solidarietà. In questa ottica va anche la Freedom Academy, novità del 2026: uno spazio rivolto ai giovani europei, dedicato alla storia del continente, allo stato di diritto e alla lotta contro le autocrazie, con il coinvolgimento della Fondazione Pietro Nenni e della Anti-Corruption Foundation fondata da Aleksej Navalny”. Con questa “infrastruttura democratica internazionale” in mente, infrastruttura da contrapporre alle “autocrazie che cooperano, si sostengono e scambiano tecnologie, propaganda e metodi repressivi”, Picierno sarà tra pochi giorni inCampania con Calenda per le due suddette piazze europeiste, “aperte e riconoscibili, da cui avviare la costruzione di un’alternativa politica larga, forte e plurale. Non l’ennesimo assemblaggio elettorale né un cartello costruito contro qualcuno, ma uno spazio comune per tutte le culture democratiche che condividono alcuni punti non negoziabili: l’Europa federale, il sostegno all’Ucraina, la difesa dello stato di diritto, la crescita, la serietà dell’azione di governo e il contrasto a ogni forma di totalitarismo”. Con chi costruire, oltre che con Azione? “Con il Partito Liberal Democratico di Luigi Marattin, i radicali, i socialisti e tutte quelle energie civiche e riformiste che non intendono consegnarsi al cosiddetto campo largo per svolgere un ruolo subalterno rispetto al populismo di Giuseppe Conte”. Il punto, dice Picierno, “non è ricostruire formule già fallite né inventare un centro privo di identità. Il punto è dare rappresentanza a un’Italia che oggi non si riconosce né nella destra sovranista né in un centrosinistra disposto a sacrificare la propria cultura europea e riformista pur di tenere insieme una coalizione”.