Politica
Bonelli unchained •
Bonelli: "Conte ha ragione sulla Russia. I riformisti del Pd vogliono dividerci. Ma Schlein è con Avs e M5s"
Il leader dei Verdi contro i riformisti dem e Potere al popolo. "Vogliono rompere il Campo largo, ma noi saremo sempre insieme, contro il riarmo"

Roma. “La frase di Giuseppe Conte non è uno scandalo. Non lo è per noi, di Alleanza verdi e sinistra, e non lo è per il Partito democratico, che ha sempre detto di no al riarmo. Le polemiche? Totalmente campate in aria”. Le parole sono quelle del leader dei Verdi Angelo Bonelli, che la tesi contiana sulla Russia inoffensiva sposa in pieno. Facciamo presente all’onorevole di Avs, però, che non tutto il Pd dice no al riarmo. “Se si riferisce ai riformisti del Pd, penso che siano i migliori alleati di Giorgia Meloni”. Addirittura. Allude a un’intesa di Gori o Guerini con Fratelli d’Italia? “Non so se sono già arrivati a tanto. So però che la nostra alleanza a qualcuno non piace. E che questo qualcuno ha solo un obiettivo: rompere il campo largo”.
C’è una strategia, secondo lei? “Certo che c’è. Non sono nato ieri. Ma voglio tranquillizzare questi soggetti. E dire loro che non ci romperemo”. Può dirci, con esattezza, chi sono questi soggetti? “I riformisti e anche un pezzo della sinistra-sinistra, che…”. Aspetti, Bonelli. Ma la sinistra-sinistra non eravate voi? “No. Io mi riferisco alla sinistra-sinistra di Potere al popolo. Quella che, dicevo, si sente più pura, estrema... E che…”. Siamo già sulla Terrazza di Scola, onorevole. A che ora è la rivoluzione? Come si deve venire? Già mangiati? “E che altro non fa, dicevo, che il gioco di Giorgia Meloni. Ma poi, appunto, c’è la pseudosinistra di Gori, dei riformisti, di Pina Picierno”. Pseudosinistra, la chiama? “Sì. La finta sinistra dei centristi, dei riformisti, di loro che se avessero il 40 per cento dei consensi capirei…”. E invece? “Invece hanno i voti che hanno. E ignorano che la democrazia è fatta anche di numeri”. E’ simpatico il suo cinismo. “Nessun cinismo. La democrazia è fatta di numeri ma dietro i numeri ci sono le persone”. In piazza a Napoli ce n’erano poche, però. “Le assicuro che è accaduto a causa di Potere al popolo, ma ci arriviamo”.
Tornando al punto? “Il Pd, il M5s, Avs possono arrivare al 40 per cento, oggi. E’ sufficiente per vincere? No. Perciò diciamo che non poniamo veti e aspettiamo che quest’area di centro, democratica, o come si vorrà chiamare, trovi una sintesi”. Eppure Alessandro Onorato era a Napoli, ieri, per incontrare il federatore dei sogni: Gaetano Manfredi. E Matteo Renzi ha sempre detto che “uniti si vince”. “Ma io parlo di una sintesi che tanto Italia viva quanto +Europa, Onorato, Ruffini o i socialisti, dovranno trovare sui contenuti”. Sta dicendo che tutte queste forze dovranno accondiscendere ai vostri contenuti? “Sto dicendo che tutti noi abbiamo una posizione molto chiara sul riarmo. E che non siamo disponibili a fare passi indietro”. Il campo largo è molto più unito sulla Russia di quanto non pensiamo? “Sulle parole di Conte non vedo scandalo. Le ha dette in un modo che non è piaciuto? Forse. E allora? La sostanza non cambia”. Qual è la sostanza? “La sostanza è che non dobbiamo riarmarci fino ai denti perché adesso c’è la Russia”. L’ex premier ha anche detto che la Russia non è una minaccia. “Io non capisco, mi creda, perché nessuno mai faccia notare che il Pd, il M5s e Avs hanno una politica estera comune”. Contro il riarmo? Anche Schlein è contro il riarmo? “Abbiamo una politica estera che dice sì alla difesa comune dell’Europa e che sostiene un meccanismo che tolga l’unanimità. Dopodiché, certo, siamo tutti contrarissimi al riarmo degli stati membri che sta portando la Germania alla follia di spendere 500 miliardi di euro. Una politica comune, di contro, consentirebbe la razionalizzazione della spesa”. Scusi l’insistenza: ma Schlein, che è contro il riarmo, perché non lo dice ancora più apertamente? C’entrano sempre loro: i riformisti? Perché non li caccia? “Elly Schlein sta facendo un lavoro straordinario per favorire la costruzione del programma”. Li dovrebbe cacciare? “Sono loro che devono prendere una scelta. Ma la verità è che vorrebbero sostituirsi a noi”. Ma lei ha scelto voi? “Loro vorrebbero un grande Pd, che tenga fuori il Movimento e Avs. Sarebbe interessante vederli, anche dal punto di vista numerico. Se fossi stronzo, le ripeto, penserei a una regia di Meloni”. E’ la seconda volta che lo dice. Forse vuol dirci di più? “Soltanto che noi, con Schlein, siamo con i piedi per terra. Loro no. E poi…”. Sì? “Poi noto che la stessa veemenza che impiegano per criticare Elly, non la usano per sottolineare gli errori di Giorgia. Picierno, nelle sue interviste, punta solo al campo largo”. Vi chiama Campo Lavrov. Per quanto, a onor del vero, Picierno si dica sempre fuori dai due poli. “Sì. Ma quando mai critica il governo? Nelle sue interviste leggo solo il desiderio di farci fuori”.
L’affanno dei riformisti, è vero, è l’inconsistenza numerica. Però neppure voi eravate tantissimi, a Napoli. “Non è così. Io ho visto tante famiglie. Tante persone che, appena sono sopraggiunti i manifestanti di Potere al popolo, sono andate via. E’ stato Potere al popolo a compromettere il proseguimento della giornata. Alla fine siamo dovuti scendere, io e Nicola Fratoianni, per parlare con Giuliano Granato, il migliore alleato di Fratelli d’Italia”. Il portavoce di Pap. “E poi sa, siamo a luglio”. Fa caldo? “Sì. Una piazza non del tutto piena è normale”. O il riscaldamento globale, chissà, punta Avs peggio dei riformisti.