Politica
Un rapporto lungo e intenso •
Lavitola entrava in Rai dal 2019. Ranucci riflette sulla “pausa”
Gli accessi verificati sono almeno due. Adesso il conduttore valuta l’idea di farsi da parte, per tutelare la sua trasmissione, un patrimonio
13 LUG 26

Valter Lavitola entrava in Rai e incontrava Ranucci già nel 2019. Gli accessi adesso sono due, verificati. Il rapporto Ranucci-Lavitola è lungo e intenso. Il primo accesso risale al 2019, l’altro è del 2021. Uno dei collaboratori di Report si è appoggiato al B&B di Lavitola per oltre venti giorni, come rifugio sereno, la capanna dello zio Valter. Smentirà, ma Ranucci sta riflettendo su una sua “pausa” da Report. Lo dicono in Rai, i suoi amici. Valuta l’idea di farsi da parte, per tutelare la sua trasmissione, un patrimonio. Sarebbe un’operazione cuore, libertà di stampa, un “mi sacrifico per voi”, con le stimmate. L’attenzione su Report continuerà a salire, verranno setacciati i contratti dei collaboratori esterni, un numero che non ha eguali in Rai. E’ stato, saggiamente, Ranucci a sospendere già i suoi spettacoli teatrali. Se è vero che ama la sua trasmissione, e non c’è dubbio che la ami, Ranucci potrebbe fare il grande gesto e costruirci un nuovo racconto. Gli mancano due anni alla pensione ma l’immagine del programma è compromessa.
In aziende private, con manager cinici, si sarebbe ragionato di danno. Per il codice selvaggio, quello che da anni ha usato Report, un’amicizia è complicità e il garantismo è un gargarismo: Ranucci avrebbe già condannato Ranucci. Due accessi di Lavitola, ma quanti sono i mini-Lavitola che entravano in Rai? Si cerca la testa della bomba, ma si dovrebbe indagare sulla sinistra che ha mandato Ranucci fuori di testa. A ogni audizione Rai, Ranucci veniva scortato con le fiaccole dai deputati di mezza sinistra e ha definito il concorso Rai (che ha permesso l’assunzione di 127 giornalisti, in un’Italia dove i giornali tagliano e licenziano) solo una farsa. Di tutta questa storia sta rimanendo l’umido: la puzza.
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Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio
