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Meloni su Rete 4: "Un presidente della Repubblica di destra potrebbe non essere più un tabù"
"Vannacci? Non vedo differenze con altre opposizioni. Difficilmente tu puoi costruire qualcosa con qualcuno che palesemente vuole solo distruggere". Le dichiarazioni della premier al programma '10 Minuti'

Foto ANSA
"È vero che per un certo establishment è 'orribile' la possibilità che ci sia un presidente della Repubblica non di sinistra. Ma le cose possono cambiare e lo dimostrerebbe infrangere anche questo tabù, perchè chi non è di sinistra non è figlio di un dio minore. Se esiste un certo establishment? Certo. Si percepisce". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite a '10 Minuti' su Rete4. "Si pensava che niente potesse cambiare, invece si è dimostrato che le cose potevano cambiare. Quindi, come tante cose sono cambiate in questi anni, non è detto che non possa essere superato anche questo altro grande tabù di avere un presidente della Repubblica non di centrosinistra", ha detto Meloni. "Penso che sarebbe un altro modo di dire una cosa che cerco di affermare da tutta la vita, con dei sacrifici significativi, cioè che chi non è di sinistra non è figlio di un Dio minore, ha gli stessi diritti degli altri – ha aggiunto –. Questo valeva per la presidenza del Consiglio dei ministri, valeva per la capacità di governare, valeva per la possibilità di governare, anche più a lungo di come sia accaduto per molti di questi governi. E può valere ottimamente anche per la presidenza della Repubblica, ma dipende sarà dagli italiani".
Rimanendo sulla politica interna, Meloni si è espressa anche sul generale Vannacci, la cui popolarità (almeno stando agli ultimi sondaggi Swg, che lo danno al 5,6 per cento) cresce costantemente. "Francamente non mi pare che ci sia grande differenza tra il suo movimento e tutti gli altri partiti di opposizione che noi abbiamo – ha detto Meloni – perché votano come la sinistra, vogliono mandare a casa il governo contro il voto di fiducia esattamente come la sinistra, parlano solo contro di noi tutto il giorno, esattamente come la sinistra. Quindi non vedo grande differenza. Ieri avevamo Schlein, Conte, Bonelli, Renzi, Gruber e compagnia cantante, oggi abbiamo Schlein, Conte, Bonelli, Renzi, la compagnia cantante e Vannacci", ha aggiunto. Gli attacchi arrivano su temi "chiaramente diversi ma sono sempre sono temi sui quali io sono molto interessata e su cui lavoro da diversi anni", ha proseguito la premier, e "difficilmente tu puoi costruire qualcosa con qualcuno che palesemente vuole solo distruggere". Meloni è poi intervenuta su uno dei cavalli di battaglia del partito vannacciano. "Per come io interpreto il termine remigrazione, sono i rimpatri volontari assistiti e già li facciamo. "Vuol dire – ha aggiunto – che mi metto d'accordo con questi migranti per rimandarli a casa". Una cosa, ha poi precisato, che "fa lo stato italiano, fa l'Unione Europea, e fa l'Unhcr. Lo fanno tutti. Il problema ce l'hai con quelli che non se ne vogliono andare e lì diventa chiaramente" la questione diventa "un tantino piu' complessa".
Dalla politica nazionale a quella estera. "Non sono antiamericana oggi e non ero inginocchiata ieri. Credo in un occidente più forte, soprattutto se capace di restare unito e questo l'ho sempre creduto, ieri e oggi", ha detto la presidente del Consiglio tornando sulla polemica sorta dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump. "Sono anche una persona franca – ha proseguito la premier –. E i rapporti solidi si fondano anche sulla franchezza. Ma sono una persona che non si fa mancare di rispetto da nessuno", ha sottolineato puntualizzando ancora una volta di non avere mai cambiato visione su Trump e sul rapporto con gli Usa. E il 'ditino' che puntava parlando con Trump? "Stavo parlando, e sono una persona che, si sa, gesticola parecchio", chiarisce la premier.