L'avvocato Ranucci. Prima dice “mi difendo da solo” poi chiede con mail di essere difeso. Ecco i costi di Report

Esiste un carteggio fra Ranucci e il direttore Affari legali della Rai, Francesco Spadafora, che è un capolavoro di giravolte, con tanto di “io non imploro” e successiva implorazione di Ranucci: perché non mi difendete? E intanto nella trasmissione ci sono collaboratori pagati fino a 300 mila euro annui (nonostante il concorso per stabilizzare i precari)
26 GIU 26
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Ranucci si concili con Ranucci. Prima dichiara “mi difenderò da solo”, contro Cipriani, ma dopo chiede la tutela della Rai come fosse Calamandrei. Non è vero che la Rai ha negato la tutela legale. La storia è diversa e Report ci metterebbe come sottofondo il marranzano. Esiste un carteggio fra Ranucci e il direttore Affari legali, Francesco Spadafora, che è un capolavoro di giravolte, con tanto di “io non imploro” e successiva implorazione di Ranucci: perché non mi difendete? Primo punto: la Rai non può difendere un conduttore che va in trasferta, a Mediaset, ma che straparla in libertà di Nordio. Secondo: perché la Rai deve pagare la causa legale di un giornalista, autorizzato per pubblicizzare il suo libro, ma che inciampa in una causa milionaria? La richiesta dei Cipriani è di un milione e mezzo di euro. Quanto sta costando Report alla Rai? La Rai si può permettere un inviato di Report che guadagna oltre trecento mila euro l’anno?
La Rai ha tante colpe, ma per una volta almeno, la verità, e una riflessione. Scoppia il caso Ranucci a E’ sempre Cartabianca, una trasmissione concorrente, su una rete concorrente, Rete 4. Adesso si sa che “quell’abbiamo una fonte a Montevideo” di Ranucci su Nordio era una fonte un po’ alticcia, e lo stesso Ranucci ha chiesto scusa. Il dopo è noto. I Cipriani chiedono a Ranucci i danni, ma li vogliono anche dalla Rai per il servizio di Report. Le cause sono ben due. E’ Ranucci a dichiarare, in un primo momento, “mi difenderò da solo”, a cavalcare la battaglia contro Cipriani, in nome della libertà di stampa. Lo fa sui social e sui giornali. Come è logico, la Rai, il direttore degli Approfondimenti, Paolo Corsini, vuole da Ranucci informazioni su quell’uscita sciagurata. Ranucci consiglia di attendere la prossima puntata perché, promette, arriveranno fonti mirabolanti che si sono occupate di Epstein, seguendo le impronte di Zampolli… A dire il vero, Ranucci consiglia alla Rai di occuparsi di Tommaso Cerno, il suo vicino di palinsesto, colpevole di scrivere falsità certificate su di lui… La vicenda continua e si colora di grottesco. Il 17 giugno Ranucci ci ripensa. Esige una tutela legale da parte della Rai che per regolamento interno non può offrire. E ci mancherebbe. Il direttore Affari legali, Spadafora, che ha esteso il regolamento, spiega a Ranucci che è andato ospite non come conduttore di Report ma autorizzato esclusivamente per presentare il suo libro. Fa capire che a uscire danneggiata è l’azienda. Ranucci ingaggia una battaglia da giureconsulto e contesta a Spadafora le norme interne. Più che il giornalista, sembra un avvocato dei disegni di Daumier. Ranucci replica che il suo intervento da Bianca Berlinguer fa parte del perimetro di conduttore. Dal gin tonic si arriva alla geometria, al perimetro. In pratica, Ranucci riesce a contestare anche l’avvocato Rai che da anni lo difende e lo tutela. E’ quell’avvocato che, durante la presentazione del libro di Barbara Floridia, Ranucci ha lusingato e ricoperto di complimenti. Moltiplicate queste righe e immaginate una Rai paralizzata come fosse “Un giorno in Pretura”, costretta a compulsare codici e dizionari. Piovono frasi come “in scienza e coscienza”, tutte corredate da “porgo cari saluti” fra Ranucci, avvocati, direttori.
La Rai? Al solito, fa la parte dell’azienda cornuta. Non solo, consente con questa scappatoia fasulla dei libri, di farsi sputacchiare dai suoi stessi conduttori e direttori ovunque, ma passa anche come una tv di bruti che non difende il conduttore eroe. Come finisce? Con Ranucci stizzito. Il 23 giugno, Ranucci fa sapere alla Rai che ha nominato un suo avvocato e che quanto accaduto non si è mai verificato in 36 anni di carriera. Si passa dal “mi difenderò da solo” con tanto di “lo farò per me, per i miei figli e pure per i vostri”. A Ranucci c’è da augurare di riuscirci, ma ora una riflessione: quanto costa alla Rai il giornalismo d’inchiesta di Report, questa isola Report che opera come un satellite della Rai lottando contro la Rai, e viceversa? La prossima settimana si presenteranno i palinsesti e sarà il solito mosaico di titoli già prevedibili: programmi tagliati, polemiche e mezze calze che si lamentano di non essere valorizzate. Report ha 41 collaboratori esterni, uno di loro percepisce oltre 300 mila euro, altri sei superano i 200 mila euro e ne rimangono altri dieci che superano i 150 mila euro. Pochi mesi fa la Rai ha stabilizzato precari Rai, compreso chi lavorava a Report. Chi è stato assunto guadagna cifre imparagonabili rispetto ai colleghi esterni. Ranucci ha sminuito quel concorso e non vuole privarsi dei suoi collaboratori, comprensibile, ma se non vuole privarsene perché non desidera interni? Ranucci chiede, ancora, alla Rai la tutela legale, ma la Rai dovrebbe chiedersi, e chiedere, a Ranucci: quale televisione italiana ha la forza di pagare 17 inviati a quelle cifre? Quale televisione? E’ la Rai che ha permesso a Ranucci di andare a Mediaset, la Rai che gli risponde con “caro Sigfrido”, la Rai governata dalla destra. La Rai che Ranucci disprezza amando.