"Pronti a sostenere una lista contro i cinema chiusi". A Roma è già iniziato il casting per la lista Carocci

Borghi, Scamarcio, Castellitto, Virzì, Archibugi, Marinelli e altri firmano l’appello contro il “cemento” e l’ex Metropolitan trasformato in centro commerciale. Ufficialmente è solidarietà culturale. Politicamente sembra una prova generale contro il sindaco Gualtieri di cui ieri l'ex ragazzo del Cinema America diceva "sostenerlo oggi è molto difficile"

25 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 08:44
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Foto Ansa

Alla fine, l’appello è arrivato. Dopo il Metropolitan, dopo Dagospia, dopo le richieste di dimissioni alle consigliere dem Valeria Baglio e Antonella Melito, dopo i messaggi “inaccettabili arrivati dal Campidoglio” evocati da Valerio Carocci e dopo la rottura ormai vicina con Roberto Gualtieri ("sostenerlo oggi è molto difficile"), il presidente del Piccolo America incassa la solidarietà di un pezzo cinema italiano, sempre molto sensibile ad accogliere i suoi appelli.
Alessandro Borghi, Riccardo Scamarcio, Pietro Castellitto, i fratelli D’Innocenzo, Benedetta Porcaroli, Saverio Costanzo, Alba Rohrwacher, Francesca Archibugi, Paolo Virzì, Luca Marinelli e altri hanno firmato un appello in sua difesa. Dicono che trasformare un cinema di via del Corso in un centro commerciale sarebbe “un fatto gravissimo”, che Roma non può ridursi ad “asfalto” e “squallidi centri commerciali”. E fin qui nulla di nuovo. Il fatto inedito e un altro. I sottoscrittori dell'appello annunciano che, se nascerà una lista contro “il cemento”, “gli studentati di lusso” e “i fondi immobiliari”, loro saranno al fianco di Carocci. Insomma, il casting è già fatto. E per Gualtieri è già in vista una nuova grana.