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La frattura resta aperta •
Trump accusa ancora Meloni. E attacca la Nato: "Non so se restare nell'Alleanza"
Dopo tre giorni di scontro aperto con Roma, il presidente americano allarga le accuse. In un'intervista a Tgcom24 si dice deluso da tutti i leader. La premier tace, Tajani e Crosetto tengono il punto sui rapporti con Washington

Donald Trump torna ad attaccare la premier Giorgia Meloni e apre un nuovo fronte sugli alleati. Intervistato da Tgcom24 ieri sera, domenica 21 giugno, il presidente americano ha detto: "Non sono solo deluso dall'Italia, ma anche da tutti i leader della Nato". E ha aggiunto: "Non so se ritirarmi dall'Alleanza atlantica". Parole che arrivano a conclusione di tre giorni di scontro aperto con Roma, il più duro mai registrato tra i due governi.
Per il momento Giorgia Meloni non ha risposto. Tajani tiene il punto, dopo la cancellazione del Business Forum a Miami che era previsto per oggi: "Risposta forte" alle dichiarazioni, ma "rapporti solidi" con Washington. Il vicepremier azzurro ha deciso che farà un breve passaggio alla festa nella residenza dell'ambasciatore americano a Roma – appuntamento che non era in programma per un fitto incastro di impegni. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ribadisce che l'Italia è "pronta" a intervenire a Hormuz, ma solo in "una cornice di sicurezza". Intanto, l'ordine di scuderia è già stato diramato: il 2 luglio tutta la squadra di governo a Villa Taverna per l'Independence Day. Un segnale che il rapporto con gli Stati Uniti non è in discussione.
Tutto nasce la sera del 19 giugno, a margine del G7 di Evian. Trump ha attaccato la premier in un'intervista telefonica a La7: "Mi ha implorato di fare una foto con lei. Mi ha fatto pena", ha detto. Il disgelo di Evian – costruito con cura da Palazzo Chigi nei giorni del vertice – è durato lo spazio di qualche ora. Meloni, che si è detta "francamente allibita", ha risposto con un video dai social: "Queste dichiarazioni sono totalmente inventate. Io e l'Italia non imploriamo mai". La reazione della politica italiana è immediata e compatta: Fazzolari parla di "deliri" e "insulti", Tajani annulla la sua missione negli Usa, dove era atteso al Forum imprenditoriale di Miami. Anche il capo dello stato Sergio Mattarella telefona alla premier per esprimerle solidarietà, così come diversi leader dell'opposizione.
Ma nella stessa serata Trump rincara. Alla Nbc dichiara che Meloni "era una sua fan, ma non la vuole più", perché "non c'era, né lei né la Nato, quando si trattava della questione dello Stretto (di Hormuz, ndr)". Il giorno dopo, sabato 20, è ancora Truth il canale scelto dal presidente. Storpiando il nome della premier in "Gigiorgia", Trump scrive che "vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi numeri (nei sondaggi, ndr). No, grazie". Aggiunge un nuovo capo d'accusa: l'Italia avrebbe negato agli Stati Uniti l'uso delle basi durante i raid in Iran. La replica di Meloni: "Essere tua amica non ha aiutato la mia popolarità, né dipende dal rapporto con te. L'uso delle basi è regolato da accordi che non violeremo". Questa è la sua ultima risposta, dice la premier, perché "credo nell'unità dell'Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all'altezza del nostro compito".
Palazzo Chigi incassa la solidarietà trasversale – da Mattarella a Sánchez, da Macron a tutto il centrodestra – e traccia una linea: rispondere con fermezza alle accuse, ma tenere saldo il rapporto con Washington. La premier arriva a sorpresa al raduno degli alpini a Gemona del Friuli e ammette di aver avuto "bisogno di un po' di sano orgoglio nazionale".
Ma domenica sera Trump è tornato all'attacco. L'intervista a Tgcom24 porta con sé un'escalation di tono: non solo l'Italia, ma la Nato nel suo insieme è sotto accusa. "Dopo aver speso miliardi di dollari per l'Alleanza, quando arriva il momento di difendere noi e il resto del mondo, non ci sono", dichiara il tycoon. Palazzo Chigi tace. La frattura resta aperta.