Mulè: “Chiedo a Giuli di portare l’Ecce Homo di Antonello da Messina in Sicilia. Pronto a candidarmi alla Regione"

"La storia ci stia consegnando un’occasione unica. La Sicilia ha bisogno di visionari", dice il vicepresidente della Camera

20 GIU 26
Immagine di Mulè: “Chiedo a Giuli di portare l’Ecce Homo di Antonello da Messina in Sicilia. Pronto a candidarmi alla Regione"

Foto ANSA

Abbiamo l’Ecce Mulè. Non si ritrae sull’ipotesi di candidarsi in Sicilia come presidente, per il centrodestra, e lo fa con bellezza: chiede ad Alessandro Giuli di riportare l’ “Ecce Homo” di Antonello da Messina a Palermo. Giorgio Mulè, è vero che vuole governare la Sicilia, candidarsi? “Io sono pronto a tutto, per natura, ma non so, e lo dico davvero, se tutto è pronto. A me il coraggio e la determinazione dei siciliani non difetta. Al netto della mia disponibilità verso Forza Italia e la coalizione, non devo essere e non sarò io a deciderlo”. Mulè, lo stato ha acquistato un dipinto di Antonello da Messina, l’ “Ecce Homo”, ma lo destina all’Aquila. Antonello è da Messina o è d’Abruzzo? “Chi mai vorrebbe separare la madre da suo figlio? Chi mai potrebbe pensare a un figlio abbandonato lontano migliaia e poi centinaia di chilometri?”
“Ripeto: chi mai potrebbe pensare a un figlio abbandonato, diviso da una forma, se non di egoismo, di mancanza d’amore? Nessuno. Per questo ritengo che la storia ci stia consegnando un’occasione unica”. Caro Mulè, cosa propone: scippare l’ “Ecce Homo” agli abruzzesi, a cui lo ha consegnato il ministro Giuli, o fare decidere a Salomone? “Qualcosa che va oltre. Qual è l’altro grande quadro di Antonello da Messina? E’ l’Annunciata ed è esposta a Palermo, a Palazzo Abatellis. La mia proposta è riunire l’ ‘Annunciata’ di Antonello con l’ ‘Ecce Homo’ che, meritoriamente, lo stato italiano ha acquistato a un’asta e che ha fatto rientrare in Italia. Ma perché destinarlo a un museo abruzzese? Perché lasciarsi perdere un’occasione unica, quella di riunire uno di fronte all’altro, l’Annunciata con l’ultima immagine di Gesù Cristo?”. Sta contestando Giuli? “Sto dicendo che non vedo la ragione per destinarlo in Abruzzo, mentre ne vedo migliaia per commuovere ed estasiare il mondo”. Farà cambiare opinione a Giuli o la sua proposta finirà in un museo? “E’ un’operazione che sono certo non potrà che incontrare il supporto del ministro, del quale conosco la sensibilità e la capacità di muovere il mondo. Quello di Antonello da Messina è un patrimonio dell’umanità e l’umanità può stupirsi. Sarà una doppia sindrome di Stendhal. Si stupirà ancora di più trovandosi al cospetto di questi due capolavori”. Parla da candidato in Sicilia o da prossimo ministro della Cultura? Iniziamo a perderci… “Mi spingo oltre e faccio una riflessione che consegno al ministro Giuli, alla regione siciliana, a tutti coloro che amano il bello. Di Antonello da Messina non esiste una data di nascita certa. La si colloca tra il 1425 e il 1435. Siamo nel 2026, ci troviamo in un arco di tempo, rispetto alla presunta nascita, che finirà nel 2035 in cui si possono celebrare i 600 anni dalla nascita del genio siciliano. Quale migliore occasione per allestire e avere un’esposizione che rimanga davvero nella storia?”. Mulè, non le bastano due Antonello, ne vuole altri? “E’ un primo passo, ma bisogna guardare a quella galleria di ‘Ecce Homo’ dipinti da Antonello che sono sparsi per il mondo. Cominciamo a pensare a come far qualcosa che rimanga nei libri di storia dell’arte, riunendo gli ‘Ecce Homo’ che si trovano a Genova, alla Galleria di Palazzo Spinola o all’altro ‘Ecce Homo’ che si trova al Collegio Alberoni di Piacenza. E poi avere l’ambizione di riunire con i tre Ecce Homo, ‘i due Cristo’, il Cristo alla colonna del Louvre e il Cristo (incoronato con le spine) esposto a New York. Sarebbe qualcosa di unico e irripetibile. Sarebbe far ritrovare l’ ‘Annunciata’ circondata da questi capolavori. E ancora, se vogliamo guardare oltre, si può immaginare di riunire coloro che si ispirarono e che ebbero diretta emanazione dal genio di Antonello. Penso a Giovanni Bellini, che ricevette quell’influenza durante il soggiorno veneziano di Antonello. Penso a un quadro di Bellini, al ‘San Francesco nel deserto’, esposto alla Frick Collection di New York. Mi chiedo: perché non osare?”. Ho sentito che a Bari ha anche proposto il tunnel tra Sicilia e Tunisia. Mulè, non se la prenda, non sta esondando in fantasia? “Guardi che si può fare, la Luiss ha già elaborato un progetto. Altro che fantasia. La Sicilia ha bisogno di visionari”. Altri della sua giunta, della sua stessa pasta? “Magari avere vicino uno come Emilio Isgrò, artista che somma bellezza a bellezza. Ebbene, in quella pinacoteca ideale che ho descritto finirei tutto con una rivisitazione di Antonello fatta da quel genio unico e irraggiungibile di Isgrò, nato non a caso in provincia di Messina”. Mulè, insomma, si candida alla guida della Sicilia? Lo possiamo dire? “Antudo”. Antudo, cosa? “Ha sentito bene. Inteso come acronimo di Animus Tuus Dominus… se li ricorda i Vespri siciliani e il loro motto? Ma qui, capisce, devo fermarmi”. E’ l’annunciata di Mulè. L’Ecce candidato.