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I Pro Vita contro il ministro della Cultura. Al centro, un'iniziativa Pride
Alessandro Giuli alle prese con i Pro vita che contestano una serata dedicata ai temi dell’identità di genere su iniziativa dell’Istituto Centrale per la Grafica. Lui: "Non sapevo niente"

Lgbt-Giuli. Il ministro della Cultura alle prese con i Pro vita. Accade infatti che domani, venerdì 19 giugno – nel mese dell’arcobaleno – Fontana di Trevi si pari a festa. Va da sé, sotto il segno del queer. Nel centro del centro di Roma una serata dedicata ai temi dell’identità di genere, con “particolare attenzione ai giovani under 30”, su iniziativa dell’Istituto Centrale per la Grafica – che poi sarebbe un ente del ministero della Cultura.
Ai Pro vita – c'era da aspettarselo – l’iniziativa non è andata giù. In una nota severissima il portavoce Jacopo Coghe ha dichiarato: “E’ inaccettabile che un ufficio del Ministero, per di più sotto un governo di centrodestra si trasformi in megafono di propaganda ideologica finanziata con denaro pubblico”. E ancora: “L'ultimo bilancio di previsione dell'Istituto Centrale per la Grafica parla di 88.623 euro destinati a manifestazioni culturali come mostre, convegni ed eventi, mentre il contributo diretto dal ministero della Cultura ammonta a ben 800.000 euro per il solo funzionamento ordinario, con un bilancio complessivo dell'ente che supera i 9,8 milioni di euro". Infine, come un macigno: "A fronte di entrate proprie minime, appena 2.000 euro di biglietteria previsti per l'intero anno, è ovvio che è lo Stato italiano, cioè i contribuenti, a sostenere quasi interamente l'Istituto, incluse le iniziative come quella di venerdì prossimo”.
Dal canto suo il ministro – che pure promosse al tempo del MAXXI la giornata contro l’omofobia – si dice “stupito”. Nulla sapeva, finora, del Grafica Pride. Alessandro Giuli ha così annunciato una “procedura di accertamento in corso”. “Al di là del fatto che essa risulti più o meno inappuntabile sotto il profilo procedurale – ha detto – la ritengo incoerente con le mie aspettative rispetto al lavoro dell’Istituto centrale della grafica sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista della promozione culturale”. Tradotto: incoerente con la tramortita egemonia. L'egemonia culturale che si schianta, stavolta, con "l'attitudine greca" (vulgo: queer). Un paradosso, dunque, per il ministro che è “il più progressista tra i conservatori e il più conservatore tra i progressisti”. E che adesso, da pensatore "non-binario", ha persino la grana della Grafica queer.